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“Non possiamo girarci intorno: la nuova Tares sarà insostenibile per molte famiglie e imprese, messe in ginocchio dalla crisi. Deve essere una priorità del nuovo Governo modificare questa iniquità al più presto. In materia di rifiuti, dobbiamo giungere a una tariffazione puntuale, come si sta sperimentando in 5 Comuni del parmense”.

Patrizia Maestri, candidata Pd alla Camera dei Deputati, interviene sul tributo comunale sui rifiuti e sui servizi che “si tradurrà in un rilevantissimo aumento della bolletta di circa il 20% sulle utenze domestiche e del 30% su quelle commerciali”.

Un salasso coperto dal grande clamore mediatico suscitato dal dibattito sull’Imu, ma che è materia ben nota a tutte le associazioni imprenditoriali e dei consumatori. Tares nasce per coprire sia i costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani (e assimilati) sia di servizi in capo ai Comuni, come lo spazzamento delle strade, l’illuminazione pubblica ecc.

Il gruppo del Pd in Consiglio Regionale si era già cimentato alla fine del 2012, auspicando un dietrofront del governo che non c’è stato. Intanto, la situazione ha dell’incredibile – continua la Maestri –: parlando di un tributo e non di una tassa (e in quanto tale non soggetto a Iva), sulla Tares è ugualmente previsto il pagamento dell’Iva a carico dei cittadini. Perché? Perché il soggetto gestore dei servizi dovrà fatturare al Comune il costo dell’Iva del servizio effettuato. E il Comune, a sua volta, non potendo scaricare l’Iva finisce col rifarsi su cittadini e imprese. Proprio per le imprese il guaio è doppio – calcola la candidata del Pd – : saltando il pagamento dell’Iva direttamente al gestore del servizio, non potranno recuperare la somma versata”.

La candidata del Pd spiega la via per una soluzione alternativa: “Stando così le cose, occorre definire uno strumento di gestione dei rifiuti di natura corrispettiva e non tributaria, più equo e in grado di consentire di scaricare l’Iva. Come ha più volte sottolineato il Pd – conclude la Maestri –, in ballo c’è anche l’adeguamento a quanto indicato dall’Unione Europea, che, in materia di rifiuti, caldeggia sistemi tariffari legati alla formula del “paghi quanto butti”. Vale a dire una tariffazione puntuale dei rifiuti, tecnica peraltro già avviata grazie ad una sperimentazione promossa dalla Provincia di Parma in 5 Comuni del nostro territorio: Felino, Medesano, Colorno, Sorbolo e Mezzani”.

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