Pubblichiamo l’intervento di Patrizia Maestri in tema disabilità:

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“Ecco cosa può fare un parlamentare del territorio: promuovere un patto sociale tra associazioni, cittadini e imprese per migliorare la legge 68 del 1999, che disciplina l’inserimento dei lavoratori disabili nelle aziende. Ricordo che, solo a Parma, stiamo parlando della vita di 3mila persone, tanti sono i disabili in cerca di occupazione”.

Patrizia Maestri, candidata del Pd di Parma alla Camera dei Deputati, interviene su un aspetto delicato e particolare inerente al lavoro, complici i dati preoccupanti emersi in alcune zone del Paese. In Lombardia, ad esempio, le aziende hanno pagato, complessivamente, 35 milioni di euro a titolo di esonero, pur di tenere i disabili fuori da fabbriche e uffici.

“Parma racconta un’altra storia, in controtendenza perché più virtuosa – spiega l’esponente del Pd – ma la crisi economica ci impone di riparare storture evidenti emerse nell’applicazione della legge 68:

  1. Rivedere la base di computo per l’assunzione di lavoratori disabili, ancorandola non solo sul numero dei dipendenti dell’azienda ma anche su altri fattori. Questo perché il sistema produttivo è mutato dal ’99 ad oggi, anche attraverso un crescente impiego di personale esternalizzato. Circostanza che ha reso ingessata la legge 68.

  2. Adeguare le sanzioni per chi, pur ricadendo negli obblighi della legge 68, non assume lavoratori disabili e per chi non chiede l’applicazione degli esoneri motivati.

  3. Pure tra le aziende che non ricadono negli obblighi della legge 68 o che, magari, vi hanno assolto regolarmente, promuovere l’assunzione di lavoratori disabili attraverso una pluralità di strumenti, a cominciare da incentivi finanziabili destinando una quota delle risorse del Fondo Regionale dedicato all’occupazione delle persone con disabilità.

Tre misure elementari e di civiltà che non possiamo calare sulla testa delle imprese, già minacciate dalla crisi – conclude la Maestri –. Per questo, auspico che sul tema, prima della sua traduzione in una iniziativa di riforma, si apra il confronto più concertato possibile”.

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