nuovo-redditometro-2012L’Adusbef ha annunciato che impugnerà in tutte le sedi il decreto ministeriale che istituisce il nuovo redditometro spiegando che l’onere della prova non spetterebbe al contribuente. Secondo il Presidente di Adusbef, Elio Lannutti, “il nuovo redditometro (sconfessato di recente dallo stesso Presidente Monti), varato alla vigilia di Natale in palese violazione degli art 3, 24 e 53 della Costituzione e dello Statuto dei diritti del contribuente, poiché pone a carico del cittadino contribuente l’onere della prova, che in qualsiasi civiltà giuridica dovrebbe essere posto in capo all’amministrazione pubblica, la quale dispone di strumenti invasivi e di accesso ai conti correnti bancari e postali, non c’entra nulla con la lotta all’evasione, somiglia invece ad uno strumento coercitivo teso a terrorizzare i contribuenti onesti piuttosto che gli evasori”.
L’onere della prova per i contribuenti è considerata dall’associazione un’ulteriore “vessazione” in quanto l’Agenzia delle Entrate disporrebbe già delle informazioni necessarie grazie al controllo dei conti correnti bancari e postali e al suo sistema informatico, in grado di incrociare dati dichiarati e spese effettivamente sostenute con gli stessi conti correnti bancari.
Per Lanutti sarebbe “il Fisco a dover provare l’incoerenza del reddito in ordine alla presunzione semplice dell’accertamento sintetico, essendo lo stesso redditometro uno strumento di accertamento sintetico che permette al Fisco di formulare solo una presunzione semplice, non una presunzione legale, e quindi non può scaricare l’onere della prova sulle spalle del contribuente”. “Non è il contribuente a doversi difendere sulla base dell’accertamento da redditometro, come stabilito dalla nuova legge, ma è il Fisco – ha concluso il presidente – a dover provare l’incompatibilità del reddito dichiarato con spese effettuate e tenore di vita”.

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