Published On: Mer, Feb 20th, 2013

SPECIALE ELEZIONI: i programmi a confronto

Le proposte e le promesse dei sei protagonisti della campagna elettorale, un riassunto

PIERLUIGI BERSANI (Italia Bene Comune)

PIERLUIGI BERSANI (Italia Bene Comune)

BERSANI – ITALIA BENE COMUNE

È alla guida di una coalizione che fa capo al Pd ma comprende anche il Centro Democratico di Tabacci, il Psi di Nencini, Sinistra Ecologia Libertà di Nichi Vendola, i Moderati, il Südtiroler Volkspartei e il Megafono. Bersani vorrebbe un controllo approfondito sui conti pubblici, un forte lancio degli Eurobond e un coraggioso programma di dismissioni pubbliche per favorire nuovi investimenti. Secondo il centro-sinistra la spesa pubblica andrebbe “riqualificata”, investendo di più nella scuola e nella pubblica amministrazione, che dovrà diventare più snella e più efficiente. In materia fiscale Bersani propone esenzioni Imu fino a 400-500 euro e una riduzione dell’Irpef, tassando poi i redditi da capitale ed estendendo la Tobin Tax anche ai derivati, aggiungendo una patrimoniale “leggera” per chi ha ricchezze personali al di sopra del milione di euro. L’articolo 18 poi non dovrebbe subire modifiche e dovrebbe cercare di rendere più vantaggiosi i contratti a tempo indeterminato correggendo la riforma Fornero, riducendo le tasse su lavoro e impresa, attingendo il disavanzo dalle rendite dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari.

SILVIO BERLUSCONI (Popolo delle Libertà)

SILVIO BERLUSCONI (Popolo delle Libertà)

BERLUSCONI – POPOLO DELLE LIBERTA’

Berlusconi è il leader ma non è il candidato premier, ruolo ricoperto da Angelino Alfano. All’interno della coalizione troviamo Lega Nord, La Destra di Storace, Fratelli d’Italia, Grande Sud, Mpa, Mir (guidato da Gianpiero Samorì), Pensionati e Liberi da Equitalia. La ricetta del Pdl per il debito è quella di far tornare il rapporto col Pil al di sotto della soglia del 100%, prevedendo anche un patto con la Svizzera per far tornare i capitali in patria. 16 miliardi di euro all’anno è il risparmio promesso dal Pdl per quanto riguarda la spesa pubblica, assieme alla cancellazione, in materia fiscale, dell’Imu. Berlusconi vorrebbe tornare ad una legge sul lavoro più simile alla legge Biagi, azzerando del tutto i cambiamenti imposti dal governo tecnico. Per ripartire, secondo il Pdl, è necessario detassare il salario di produttività, sostenere l’apprendistato e incentivare, con detrazioni per i primi 5 anni, le imprese che decideranno di assumere giovani a tempo indeterminato.

MARIO MONTI (Lista Monti)

MARIO MONTI (Lista Monti)

MARIO MONTI – LISTA MONTI

Il premier Monti è a capo di una coalizione cui hanno aderito l’Udc di Casini, Fli di Fini e Scelta Civica (un movimento che eredita la struttura di Italia Futura, associazione fondata da Luca Cordero di Montezemolo). Dismissioni da 14 miliardi l’anno fino al 2015: questo è il progetto di Monti per ammorbidire la curva del debito, rimanendo anche fedele alla linea della spending review per ridurre e riqualificare la spesa corrente, facendo entrare nelle casse dello Stato un capitale in grado di favorire crescita e sviluppo. Dopo un’ipotetica vittoria, Monti inizierebbe a ridurre le tasse su lavoro e impresa, recuperando il corrispondente da imposte su grandi patrimoni e consumi, e raddoppierebbe lo sconto sulla prima rata dell’Imu, riducendo, in seguito, anche Irap e Irpef. Il contratto di lavoro a tempo determinato, per le forze di centro, dovrebbe essere più flessibile e meno costoso senza però eliminare i contratti a termine che si devono tuttavia accompagnare ad una riduzione del cuneo fiscale e contributivo.

ANTONIO INGROIA (Rivoluzione Civile)

ANTONIO INGROIA (Rivoluzione Civile)

ANTONIO INGROIA – RIVOLUZIONE CIVILE

Nella squadra guidata da Ingroia confluiscono Italia dei Valori di Antonio di Pietro, Comunisti Italiani di Diliberto, Rifondazione Comunista di Ferrero, Federazione dei Verdi e il Movimento Arancione. Una forte lotta all’evasione fiscale, alla corruzione e alla mafia permetterebbero, secondo Ingroia, di far risparmiare allo stato anche 200 miliardi all’anno, un bel gruzzolo considerando anche ipotetici limiti a stipendi e pensioni di dirigenti pubblici, parlamentari e consiglieri regionali. L’Imu, secondo RC, andrebbe abolita e sostituita con imposte sugli immobili commerciali di Chiesa e fondazioni bancarie. L’idea è quella di colpire le grandi ricchezze con una patrimoniale e alleggerire la pressione fiscale sui redditi medio-bassi o su imprese che decideranno di investire in ricerca, innovazione, contratti a tempo indeterminato, turismo, cultura e green economy. Ingroia vorrebbe eliminare le nuove regole sull’articolo 18 introdotte dalla Fornero istituendo anche un reddito minimo per disoccupati e ottenere fondi per aumentare le retribuzioni e lottare contro la precarietà.

OSCAR GIANNINO (FARE per fermare il declino)

OSCAR GIANNINO (FARE per fermare il declino)

OSCAR GIANNINO – FARE PER FERMARE IL DECLINO

E’ il movimento promosso dal giornalista Oscar Giannino che si presenta da solo alle urne senza aver stretto alleanze elettorali. Forte in materia economica, Fare propone subito un calendario quinquennale allo scopo di portare il debito sotto la soglia del 100% del Pil con dismissioni a livello statale e snellimento delle società partecipate con più privatizzazioni e una ampia manovra sul cuneo fiscale.
Le critiche verso la riforma Fornero sono anche in questo caso molto dure: “L’irrigidimento delle forme d’entrata nel mercato del lavoro – ha spiegato Giannino – rischia solo di produrre maggiore disoccupazione”. Di buon auspicio è dunque l’istituzione di un sussidio per i disoccupati, la creazione di strumenti di formazione che possano agevolare la via verso un impiego prima di tutto per i giovani e per le quote rosa.

BEPPE GRILLO (Movimento 5 Stelle)

BEPPE GRILLO (Movimento 5 Stelle)

BEPPE GRILLO – MOVIMENTO 5 STELLE

Partecipa per la prima volta alle elezioni politiche e si presenta senza l’aiuto di altri partiti. Il capo della lista è Beppe Grillo,  guida del Movimento. Il debito pubblico, secondo Grillo, si può contrastare applicando forti tagli agli sprechi della macchina statale, ovviati da innovazioni digitali che ridurrebbero costi e filtri tra cittadini e apparato burocratico. Via ai vitalizi di parlamentari e dirigenti, eliminati i rimborsi elettorali così come le Authority e le province, bene invece l’accorpamento di comuni al di sotto dei 5mila abitanti: le spese statali per Grillo sono da abbattere drasticamente.

Punto fermo del Movimento è poi l’istituzione di un sussidio di disoccupazione garantito (almeno 1000 euro al mese per 2 o 3 anni) e, sempre in tema “lavoro”, una detassazione del salario di produttività e, per i giovani, la detassazione per 4-5 anni di apprendistato e contratti a tempo indeterminato.

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