Published On: Mar, Mar 26th, 2013

Dall’Olio, una mozione per chiedere una gestione pubblica della raccolta dei rifiuti

dall'olio_balzaniUna mozione rivolta al Sindaco e alla Giunta affinché Parma e provincia possano riflettere su tre  grandi opportunità, tre obiettivi fissati dall’Unione Europea: la gestione pubblica della raccolta, del trasporto e dello spazzamento dei rifiuti da parte di un soggetto “partecipato integralmente dai Comuni”; il rispetto del Referendum del 2011 tramite il quale gli italiani si sono opposti nettamente alla privatizzazione dei servizi pubblici fondamentali; infine, l’avvio di un processo in grado di indirizzare i comuni dell’Emilia Romagna verso la diminuzione del rifiuto indifferenziato e, di conseguenza, al taglio del numero degli inceneritori attivi sul territorio.

Il contenuto della mozione, supportata dal gruppo consiliare del Pd, è stata presentata da Nicola Dall’Olio, affiancato per l’occasione da Roberto Balzani, sindaco di Forlì e dai primi cittadini di Sala Baganza, Cristina Merusi, e Sorbolo, Angela Zanichelli.

“L’intento della mozione è proprio quello di stimolare l’Amministrazione Pizzarotti – ha dichiarato il capogruppo del Pd –, portando proposte ed esperienze concrete, attingendo da moltissimi modelli virtuosi.  Il servizio di gestione dei rifiuti nell’ambito territoriale di Parma è in scadenza a dicembre 2014 ed entro quella data è importante decidere quale modello gestionale adottare”. “Il gruppo consiliare del Pd – ha continuato Dall’Olio – ritiene giusto avviare una riflessione vera sul tema dei servizi pubblici locali, credendo fortemente nell’opportunità di riportare a gestione diretta e pubblica alcuni aspetti. Ad esempio, quello della raccolta, trasporto e spazzamento dei rifiuti. Arriveremmo, così, alla separazione netta tra raccolta e smaltimento, evitando qualsiasi rischio di conflitti d’interesse”.

MOZIONE

Verso un modello pubblico per la gestione della raccolta rifiuti

IL CONSIGLIO COMUNALE

PREMESSO

che il Servizio Gestione Rifiuti rientra tra i servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica, così come previsto nel DL 179/2012, convertito con Legge 221/2012, e, quindi la scelta della forma di gestione e l’affidamento del servizio sono di competenza degli enti di governo degli ambiti territoriali ottimali istituiti con apposita legge regionale;

che ai sensi della normativa nazionale e comunitaria il servizio di gestione dei rifiuti può essere affidato a soggetti sia privati che pubblici che pubblico-privati secondo tre diversi modalità: procedura di gara aperta; gara a doppio oggetto; affidamento in house a soggetto pubblico;

che il contesto europeo, alla luce delle esperienze seguite alle gare, dopo un’ondata di liberalizzazioni in cui il pubblico si era posto nella sola funzione di controllo, sembra orientarsi verso una ri-pubblicizzazione delle gestioni dei principali servizi in campo ambientale;

CONSIDERATO

che il servizio di gestione dei rifiuti nell’ambito territoriale di Parma è in scadenza a dicembre 2014 e risulta importante per gli enti locali ricadenti nell’ambito decidere, entro quella data, quale modello di gestione adottare;

che il modello gestionale (pubblico o tramite gara) deve essere una conseguenza degli obiettivi che una comunità si pone: universalità del servizio; qualità della risorsa e sua conservazione; elevati livelli di riciclo, riuso e differenziazione (sia a livello quantitativo che qualitativo), al fine di realizzare un limitato utilizzo dello smaltimento; tariffe sostenibili, partecipazione sociale alle scelte decisionali;

che con l’affidamento in house a un soggetto pubblico del servizio di raccolta, trasporto e spazzamento si verrebbero a creare le condizioni per un effettiva separazione gestionale tra le fasi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti così come auspicato dal Progetto di Legge regionale sui rifiuti approvato dal Consiglio Comunale in data 12/07/2012;

che un soggetto pubblico, in quanto non finalizzato a massimizzare il profitto, potrebbe considerare tra le proprie priorità l’attivazione di politiche tariffarie orientate agli aspetti sociali (reddito e carichi familiari) ed ai comportamenti virtuosi dell’utenza (riduzione dei consumi pro-capite);

che un nodo da sciogliere, in caso di gestione del servizio tramite un soggetto pubblico, è quello dei vincoli gestionali a cui sono soggetti gli organismi a partecipazione pubblica titolari di affidamento diretto e più in particolare:

  • vincoli collegati agli investimenti: una volta definito il livello degli investimenti necessario per il territorio di riferimento e deciso un piano tariffario in grado di coprire i costi gestionali ed i relativi ammortamenti, è necessario verificare l’applicazione dei vincoli sul rispetto del patto di stabilità degli organismi a partecipazione pubblica (D.L. 112/2008);
  • vincoli collegati alla possibilità di assumere personale: in base all’art. 3 bis, comma 6, del DL 138/2011 le società affidatarie in house sono tenute al rispetto delle disposizioni che stabiliscono a carico degli enti locali divieti o limitazioni alle assunzioni di personale;

che per verificare la fattibilità tecnica ed economica dell’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti a un soggetto pubblico risulta necessario condurre approfondimenti conoscitivi e assicurarsi che i soggetti partecipati dai Comuni a totale proprietà pubblica che operano nel campo dei servizi ambientali siano esclusi dall’applicazione delle normative relative al patto di stabilità degli enti locali (costi di personale, limiti di spesa e investimenti);

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE

ad attivarsi per promuovere presso il Consiglio Locale di Parma, e in particolare con i Comuni del bacino IREN, l’avvio di un percorso condiviso finalizzato a verificare, insieme ad ATERSIR e prima della scadenza dell’attuale concessione, la fattibilità dell’affidamento del Servizio Gestione Rifiuti, con particolare riferimento ai servizi di raccolta, trasporto e spazzamento, ad un soggetto pubblico partecipato integralmente dai Comuni;

ad effettuare a tal fine, entro la fine del 2013, un’analisi propedeutica finalizzata a verificare tutti gli aspetti sensibili di natura tecnica, amministrativa e economica con particolare riferimento alle possibili modalità e ai costi di subentro all’attuale gestore; alla capacità di contrarre prestiti per la realizzazione dei piani di investimento; alla natura del soggetto pubblico e agli eventuali vincoli di gestione operativa; all’assetto giuridico economico e tecnico-gestionale; al perimetro del bacino di riferimento;

a sollecitare e a richiedere con forza in ogni sede politica e istituzionale l’esclusione dei soggetti pubblici operanti nei servizi ambientali dall’applicazione delle attuali norme sul patto di stabilità;

per il Gruppo PD

Nicola Dall’Olio

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