Ioppolo web
Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace (Reggio Calabria), Lucrezia Ricchiuti, vicesindaco di Desio (Monza-Brianza), Cinzia Franchini, autotrasportatore (presidente nazionale di Cna), Rosaria Capacchione, giornalista, Maddalena Rostagno, figlia di Mauro (giornalista ucciso dalla mafia il 26 settembre 1988) e Valentina Fiore, direttrice del consorzio Libera Terra Mediterraneo. Sono loro le protagoniste di “Al nostro posto. Donne che resistono alle mafie”, scritto da Ludovica Ioppolo e Martina Panzarasa e presentato in Provincia nell’ambito delle iniziative di “Le donne di marzo”. Donne tenaci, coraggiose, del nord e del sud, ragazze e signore che operano in contesti pubblici abitualmente associati a una gestione maschile, come l’economia, la politica, il giornalismo, o l’autotrasporto: donne che hanno deciso ostinatamente di non stare “al proprio posto” e di “mettere un po’ d’ordine”.
Alla presentazione di ieri in Provincia ha partecipato l’autrice Ludovica Ioppolo, ricercatrice e sociologa, esponente di Libera, intervistata dalla giornalista Laura Giunta.
“Come definirei questo libro? Un libro semplice”, ha detto l’autrice dopo una breve introduzione da parte di Alessia Frangipane di Libera. “Abbiamo provato a scrivere storie molto importanti, veramente forti, però allo stesso tempo è un libro si legge molto facilmente e racconta queste donne nelle loro sfaccettature quotidiane, anche nelle loro fragilità e debolezze. Il tutto per dimostrare che a volte non serve essere eroi ma basta semplicemente fare ciò in cui si crede, ciò che si crede giusto fare. Queste donne rappresentano innanzitutto un esempio di coerenza in vite dove non c’è una “rottura” né una scelta epocale: le loro sono tante scelte di coerenza, con se stesse prima di tutto”, ha spiegato Ludovica Ioppolo, che per Libera si occupa di formazione, università e ricerca. “Volevamo raccontare storie – ha aggiunto – in cui donne che facevano lavori anche particolari, spesso maschili, di fatto si ritrovavano sul fronte opposto rispetto a quello mafioso. Dalla rappresentante degli autotrasportatori minacciata per le continue denunce contro le infiltrazioni mafiose, nel settore dell’autotrasporto, alla giornalista anticamorra Rosaria Capacchione: tutte storie di donne che con competenza e determinazione hanno cercato di capire cosa non funzionava intorno a loro, e hanno cercato di mettere le cose a posto”.
I proventi del libro saranno devoluti a Libera.
Comunicato Stampa.

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: