Published On: Ven, Mar 29th, 2013

Druknoressia, la cattiva moda che dagli Usa arriva in Italia

La Drunknoressia, “drunk” sta per ubriaco, è un fenomeno importato dagli Stati Uniti che a macchia d’olio si sta drammaticamente diffondendo tra le ragazze italiane.

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Il fenomeno che colpisce soprattutto le ragazzine, e le statistiche sono davvero drammatiche indicando circa il 30% dei giovani, è un pericoloso connubio tra anoressia e alcol. Le ragazze sono propense a digiunare dalle 24 alle 48 ore pur di potere consumare no-stop enormi quantità di alcolici senza correre il rischio di ingrassare.
Considerando che un alcolico può arrivare a contenere circa 500 kcal, con questa pratica i giovani bilanciano le quantità di calorie che attraverso un drink si possono assumere. L’organo più danneggiato in quest’altalena mortale è il fegato, organo che ha la funzione di metabolizzare l’alcool e irischi più ricorrenti sono: l’epatite alcolica, la steatosi (fegato grasso), la cirrosi e in alcuni casi il tumore.

Danni importanti possono essere provocati anche ai reni, al cuore, alla circolazione, ai denti, all’esofago e al sistema nervoso e cardiovascolare. Le problematiche di tipo psicologico possono invece essere: disturbi del sonno, disturbi sessuali, sintomi depressivi, irritabilità, sintomi ossessivo – compulsivi (relativi a calcoli di quantità tra calorie alimentari e alcoliche e fissazioni su tabelle e modelli nutrizionali, così come di modalità di preparazione e assunzione del cibo), stress e sintomi ansiosi.

Il fenomeno, sommato al già drammatico problema dei disordini alimentari che colpisce oltre 200 mila donne italiane, sta iniziando a preoccupare i medici che sulla base dei dati statunitensi che parlano di numerose vittime del fenomeno temono che a quelle stime ben presto se ne andranno ad aggiungere delle altre.

Coloro che soffrono di drunkoressia sono anche più esposti ai rischi che vengono dall’esterno: violenze, comportamenti sessuali deviati, e dall’interno: intossicazioni da alcol, malattie croniche e cognitive o danni cerebrali irreversibili che si svilupperanno nel corso della vita. In Italia il potere dell’alcol seduce giovani e giovanissimi: il 42% dei ragazzi e il 21% delle ragazze al di sotto dei 16 anni si dà alla bottiglia. Molti di loro affermano di non essere capaci di divertirsi senza ubriacarsi, di aver bisogno di essere brilli per sentirsi disinibiti di fronte agli altri e accettati dal gruppo. Di bere per avvertire sazietà e non pensare più al cibo.

Il problema maggiore è dato dall’incoscienza: quando i giovani sostituiscono il cibo con l’alcol nella stragrande maggioranza dei casi non pensano alle drammatiche conseguenze.

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