meno-sale

di Marco Santachiara
”L’iniziativa vuole stimolare – durante la settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale dall’11 al 17 marzo – l’attenzione del pubblico sull’eccessivo contenuto di sale nei pasti consumati fuori casa e fornire indicazioni a favore di scelte consapevoli, informando in particolare sui benefici effetti sullo stato di salute legati alla riduzione dell’assunzione di sale in eccesso”, spiega Gianvincenzo Barba, segretario della Sinu e ricercatore dell’Istituto di scienze dell’alimentazione del C.N.R. di Avellino. Complice anche l’espansione del consumo dei pasti fuori casa, in Italia il consumo medio di sale pro-capite è intorno ai 10 grammi al giorno, con il 90% della popolazione che ne consuma oltre il massimo tollerabile definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ovvero intorno a 5 grammi per gli adulti e meno, in proporzione, nei ragazzi e negli adolescenti. Da qui, la proposta di un decalogo di semplici misure: controllare sempre le etichette e utilizzare solo sale iodato. Tra i suggerimenti: preferire i prodotti con minor contenuto di sale; non abituare i più piccoli al salato, preferire cibi genuini e freschi a quelli pronti e industriali; insaporire i cibi con erbe aromatiche fresche, spezie o usando limone e aceto, limitando l’uso di condimenti molto ricchi in sodio (dado da brodo, ketchup, salsa di soia, senape, ecc.). Il vademecum, inoltre, sconsiglia di aggiungere sale alle pappe dei bambini e ricorda che durante gli spuntini, frutta o spremute sono un’ottima alternativa agli snack salati.

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