di MARCELLO VALENTINO

Giudici

In un Paese assetato di giustizia, dove ogni cittadino che facendone richiesta e immaginandosi che la giustizia e solo la giustizia possa rendergli la fiducia di credere che solo un giudice può rendeglierla, si affida alle sue mani con la convinzione che i torti subiti gli vengano riconosciuti. E invece, alla fine di un percorso infinito, la giustizia tanto agognata gli si rivolta contro, perché un giudice corrotto sbarra la strada alla stessa giustizia. E allora che fiducia può avere un cittadino onesto che ha sempre fatto il suo dovere nelle istituzioni se queste hanno al loro interno dei corrotti, dei mascalzoni, dei collusi? Che garanzia può dare al cittadino uno Stato del genere? Che speranza ci può più essere in un Paese così dove giudici vogliono fare i politici e i politici vogliono giudicare i giudici? Dove le lobby bancarie tengono in pungo gli uni e gli altri, dove lo Stato non è più in grado di assicurare la giustizia ai suoi cittadini, dove i politici possono fare e dire qualsiasi cosa per poi disattenderla senza provare alcuna vergogna? Un Paese dove il valore della vita è relegata a merce e ognuno ti può tranquillamente ingannare se è così forte da impedirti di avere poi giustizia. Chi sono questi esseri che hanno la capacità ed il potere di distorcere qualsiasi verità? I soldi, se hai molti soldi in Italia tutto è in vendita. Se un Paese vende la giustizia, è un Paese morto, un Paese arrivato al capolinea, al punto di non ritorno. E cosa può succedere quando si arriva al punto di non ritorno? Cosa si può fare perché torni la fiducia nella gente? Questa è una domanda a cui non so rispondere, bisognerebbe chiederlo alla gente stessa che comunque, qualsiasi risposta ti dà, non è poi in grado di fare altro. Solo lo Stato, uno Stato retto, uno Stato responsabile, uno Stato onesto, che noi in Italia non abbiamo mai avuto, né avremo, perché in questo Paese è venuta a mancare la materia prima: l’onestà, la giustizia, l’equità. Abbiamo continuato ad inseguire il profitto facile, l’arrivismo, l’impunità e da tutto questo scaturisce la situazione attuale, dove un comico è fonte di speranza, anche se vana, dove un giudice non è più credibile perché la giustizia è diventata iniqua,dove un potente pieno di soldi si può permettere il bello ed il cattivo tempo, con giri di parole fasulle, e dove una certa nomenclatura o casta non vuole cedere il passo a chi ha visto, sentito e intercettato i bisogni reali dei cittadini e del Paese. Un mondo da rifare dove ognuno deve partecipare per salvare il salvabile e augurarsi un futuro diverso, dove l’unica soluzione è la speranza che ritorni la giustizia, l’equità e l’onestà.

NOTIZIE QUASI FRESCHE

Gli sprovveduti del Movimento 5 Stelle, tutti in buona fede? Dopo le finte lauree di Crosetto e Giannino, vengono fuori le vere 13 società anonime di persone vicino a Grillo in Costarica  o l’aquisto di una casa a Lugano vicino ai vip più vip, vedi Mina, Marchionne Schumacher o i Perfetti, quelli delle gomme da masticare, ecc… Sapevate anche che Grillo è stato condannato per omicidio colposo a 14 mesi di reclusione con il beneficio della condizionale? Motivo: nel pomeriggio del 7 dicembre del 1981 Beppe Grillo perse il controllo di un fuoristrada Chevrolet k5 Blazer mentre percorreva la strada militare che da Limone Piemonte porta sopra il colle di tenda il veicolo a quota 1400 scivolo su un lastrone di ghiaccio e cadde in un burrone profondo 80 metri. A bordo, con Grillo, c’erano 4 suoi amici genovesi coi quali stava trascorrendo il fine settimana dell’Immacolata. Grillo si salvò gettandosi fuori dall’abitacolo prima che l’auto cadesse nel vuoto, contuso e in stato di schoc riuscì a chiamare i soccorsi. Tre dei suoi amici rimasti nell’auto persero la vita: padre madre e figlio di 9 anni. Grillo ebbe la condanna definitiva resa dalla quarta sezione penale della Corte di Cassazione di Imperia (8 aprile 1988). Invece nel 2003 patteggiò una causa per diffamazione contro Rita Levi Montalcini, premio Nobel 1986, apostrofandola durante un suo spettacolo “vecchia puttana”. Inoltre è stato condannato a risarcire con 50mila euro la Fininvest: il resto, e non solo, cercatelo su Wikipedia.

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