Published On: Mar, Mar 26th, 2013

Imprenditori contro le banche: da Brescia un’altra storia di usura e anatocismo

1359004-uguale

“Siamo vittime di usura bancaria e anatocismo: non possono portarci via tutto per un mutuo che, seppure con qualche difficoltà, stavamo pagando”: ha la voce dilaniata dalla rabbia nonostante il rinvio dello sfratto esecutivo, Paola,  figlia di Giovanni Battista Angoli, un piccolo imprenditore che dal 1968 produce motori elettrici e pompe idrauliche nel bresciano. L’ufficiale giudiziario, presentatosi per espropriare il capannone della famiglia ha concesso un altro mese di tempo, ma l’intervento di Federitalia non potrà spingersi oltre il 17 aprile: dopo quella data, infatti, l’immobile sarà venduto ad un terzo del valore stimato, e successivamente sarà la volta della casa e dei terreni. Una famiglia, che ha lavorato per decenni, rimarrà con un pugno di mosche in mano.
Questo l’esito di una lotta che la famiglia Angoli sta combattendo contro una banca che, spiega ancora Paola, “dopo aver avuto da noi oltre due milioni di euro di interessi, prima ci ha imposto di vendere un capannone dedito alla produzione e poi ci ha concesso un mutuo di 800mila euro per pagare i debiti, a garanzia del quale ha voluto tutte le nostre proprietà”. “Per ventiquattro mesi ho pagato regolarmente il pre-ammortamento del finanziamento – racconta il padre – fino a quando sono cominciate le difficoltà. Abbiamo quindi chiesto un prolungamento del finanziamento, ma ci è stato negato. A quel punto la banca ha avviato le procedure esecutive a cui noi non abbiamo fatto opposizione perché l’istituto di credito ci sembrava disposto ad un accomodamento. Eravamo in trattativa per trovare un accordo ma – denuncia l’imprenditore – appena è diventato esecutivo il decreto, la trattativa è stata bruscamente interrotta”. Inoltre, non essendosi opposto al decreto ingiuntivo nei termini fissati dalla legge, il provvedimento non può più essere impugnato in sede civile e, pertanto, l’istituto di credito ha potuto avviare la procedura di esproprio.
Tuttavia, dopo la calendarizzazione dell’asta sugli immobili, la famiglia ha scoperto, rivolgendosi a Federitalia, di essere vittima di usura bancaria e anatocismo: “sono più i soldi che la banca ci deve restituire che quelli che deve avere” dichiara l’imprenditore che, nel giugno del 2010 ha presentato una denuncia alla Procura di Brescia, archiviata nell’agosto del 2012 dal pubblico ministero. Una decisione che, a detta di Giovanni sarebbe “in palese contraddizione con quanto stabilisce la legge in materia di usura. Ci siamo opposti e adesso stiamo aspettando la sentenza della Cassazione”.
“Aspetto che qualcuno mi dica dove ho sbagliato – conclude – e se c’è giustizia in un sistema che ti spoglia di tutto, anche della speranza nel futuro per le mie figlie”.

Info sull'Autore

Displaying 1 Comments
Have Your Say

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Video Zerosette