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Siamo abituati a vederle in bianco e nero, senza colori. Paesaggi e personaggi tetri, come se in quel periodo della vita e dell’umanità non fosse rimasto nulla, se non un indistinto grigiore. Siamo abituati a immaginarceli così, i campi di concentramento, in bianco e nero. Come se certe atrocità non possano esser accadute sotto un cielo azzurro, o fra gli alberi di un verde rigoglioso.

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Eppure non è così, i colori c’erano anche lì. Anche nei campi di lavoro o di sterminio più tristemente famosi che la Germania nazista costruì nel 1933, subito dopo che Hitler divenne cancelliere, fra cui Oranienburg, Esterwegen e Dachau. Quest’ultimo fu preso a modello per costruirne degli altri fuori dai confini del Paese alla fine degli anni ’30, soprattutto fra il 1938 e il 1939. Fu proprio in questo periodo che fide la luce il celebre campo di Auschwitz.

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Queste foto a colori, pubblicate dal sito “Vintage everyday” (http://www.vintag.es/2013/03/color-photographs-of-life-in-first-nazi.html), non si sa dove siano state scattate, ma quasi sicuramente ritraggono i prigionieri che furono rinchiusi nei primi campi costruiti in Germania, nel 1933. È probabile perciò che si tratti principalmente di prigionieri politici, visto che questi furono la prima categoria di persone a venire arrestate e portate nei campi di lavoro.

Fonte: Dagospia

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