Una città in attesa di risposte dopo le promesse della campagna elettorale

Parma Movimento 5 Stelle

di DIEGO REMAGGI – 

1 INCENERITORE: Perché avete illuso i cittadini in campagna elettorale?

Noi possiamo SICURAMENTE fermarlo” (VIDEO). Sono parole forti, interessanti, che fanno palpitare cuori e rasserenare menti, che sanno parlare anche alla pancia degli elettori parmigiani, stanchi di troppi anni di gestione malaugurata da parte di un’accozzaglia di Giunte che hanno costruito un sistema di potere dissennato e disastroso. Sono parole che Federico Pizzarotti ha pronunciato durante un dibattito nell’auditorium Toscanini, ma soprattutto sono diventate l’eco che per tutta la campagna elettorale ha risuonato nelle teste degli elettori. Al di fuori di ogni ragionamento politico, di alleanze, di voti di protesta, di elettori delusi, di riassunti e video che vogliono quasi espiare colpe, le parole sono quelle che alla fine restano. E poco importa se tutti diranno che “era solo campagna elettorale” o “dateci cinque anni”, anche perché la politica non si fa con i se, con i ma o con i però. Ad essere onesti, in quella frase sarebbe stato meglio aggiungere un “non”, meno incisivo ma di certo più realistico. Perché veri sono adesso i rumori del forno che si infiamma, così come vere sono le delusioni di chi ha creduto che una croce sul nome Pizzarotti sarebbe stato come un “voto amministrativo-referendum sull’inceneritore”.

Non è un caso che nella “Cronistoria”  del termovalorizzatore pubblicata sul sito del Comune si legga “Maggio 2012, il Movimento 5 Stelle vince le elezioni Comunali” ma non la lista – accurata, accertata e trasparente -, delle promesse fatte dall’attuale sindaco. Così come non si legge che a Settembre il guru di un “partito – non partito” esclamò in piazzale della Pace: “L’inceneritore qui non lo faranno MAI e se lo faranno dovranno passare sul cadavere di Pizzarotti”.

Forse è questo il duro passaggio dalle campagne elettorali alla vera amministrazione. Dai monitor e dalle tastiere alle carte e alle aule, agli incontri, alla mediazione. Forse adesso anche il primo cittadino pentastellato ha capito che, come disse sanguignamente l’ex ministro socialista Rino Formica: “La politica non è altro che sangue e merda”. E sembrano quasi profetiche – tanto per aggiornare la “Cronistoria” -, le parole che Maurizio Chierici rilasciò in un’intervista sul nostro settimanale all’indomani del voto amministrativo: “Fare il sindaco vuol dire avere a che fare con tante poltrone, agenzie, fondazioni, rileggere e affrontare nuove delibere”. E probabilmente anche dare spiegazioni o fare un gesto di umiltà, aggiungiamo noi quasi un anno dopo.

2. BANCHE: Con le banche creditrici avete intenzione di convocare un tavolo per rinegoziare? Continuerete a vessare i cittadini?

Ancora parole e ancora cronistoria. A Luglio 2012, Wally Bonvicini, candidata sindaco pochi mesi prima per Buongiorno Italia Siamo Voi comunicò alla stampa locale la volontà di mettere a disposizione gratuita (quasi 6 mesi in anticipo sul tormentone “ovviamente gratis”) del Comune di Parma, affossato dai debiti, alcuni esperti che avrebbero volentieri periziato i conti delle casse municipali e delle sue associate. Erano i giorni in cui il comune di Milano riuscì a riavere importanti somme da banche di livello internazionale cui aveva contratto accordi sui derivati lasciando cadere nel vuoto centinaia di migliaia di euro. In questo caso le colpe, giustamente, dovrebbero ricadere sulla passata Amministrazione (così come succede per la Provincia), fatto sta che secondo Bonvicini i cittadini avrebbero avuto diritto a riavere denaro che si sarebbe potuto tradurre in servizi che invece sono stati drasticamente ridotti in modo inversamente proporzionale all’Imu. “Una amministrazione che si rifiuta di consegnare i conti – scrisse l’ex candidata -, si rende complice della precedente”.

3. INCARICHI: Cosa è cambiato rispetto a quelli che vi hanno preceduto?

Le “zingarate” di Amici Miei alla fine facevano sorridere: un conte decaduto, un architetto, un dottore, un giornalista, un barista, a spasso sulle sponde dell’Arno. A Parma, la versione post-moderna di una analoga compagnia la potreste incontrare attorno ai cancelli del forno. Semplicemente amici: il sindaco, l’ambientalista, l’amministratore delegato, l’esperta di arte, l’imprenditore e il commercialista. Una compagnia che guarda da Piazza Garibaldi il fiume in piena dei problemi che, si sapeva, avrebbero inondato Parma; affacciati su un “piccolo mondo antico” in cui ancora brillano mogli di ex sindaci e vecchi dirigenti, carte di progetti in cui il cemento sembra avere la parte più importante. Amici che ogni 5 anni si ritrovano sotto i Portici del Grano così uguali e così diversi e che forse ora stringono amicizia solo dopo aver letto vicendevolmente il proprio curriculum.

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