Il Partito Comunista dei Lavoratori dice la sua in merito alla situazione di STU Pasubio, abbiamo ricevuto e pubblichiamo il comunicato:

Stu Pasubio Parma

Unieco porta i libri in Tribunale e Parma si interroga sul futuro di un intero pezzo della propria città.

Ora che l’azienda costruttrice si appresta ad affrontare il percorso del Concordato preventivo, che porterà verosimilmente alla liquidazione coatta amministrativa, il Partito Comunista dei Lavoratori non può non interrogarsi ed interrogare su quello che sarà il futuro di un pezzo importante della zona a nord della città.

Quelli che erano i nostri parcheggi, le nostre strade, la nostra Casa della Cultura, i nostri uffici non solo sono stati venduti ad un privato per poche centinaia di migliaia di euro (vendita peraltro vincolata a ben cinque varianti urbanistiche ancora da votare, e senza le quali si incorrerà in  penali), ma ora se quel privato va gambe all’aria che ne sarà di ciò che erano nostri Beni Comuni?

Possono garantirci Pizzarotti o l’assessore Capelli, ideatori di questa geniale trovata, che la Stu Pasubio resterà in mani adatte e non finisca in qualche situazione poco limpida, in una città che sull’argomento ha già subito ferite profonde? E con che strumenti potranno mai vigilare? Metteranno anche per quello un pannello luminoso al Duc?

Parma si confronta con l’ennesima schizofrenia a Cinque Stelle, tra un decantato amore per i Beni Comuni da campagna elettorale e una pratica amministrativa fatta invece essenzialmente di (s)vendite a privati di ciò che era della collettività parmigiana. Un’evidenza nell’agire che parte dalle azioni Iren ed arriva alla messa all’asta delle quote di Tep, passando per le dismissioni di proprietà condivise, non ultima il Romanini Stuard.

L’intero disegno economico-finanziario approntato da Gino Capelli, fiore all’occhiello di un orgoglioso Pizzarotti, è fallimentare. Le vendite, quando non si parli di svendite, si sono dimostrate un approccio passivo e perdente rispetto alla ristrutturazione del Debito comunale. A cosa serve l’aver pagato 80 e rotti milioni di euro, in larga parte andati alle Banche? Ma voi lavorate per noi o per le Banche?

Pare evidente a chiunque, tranne che a voi, che se si fossero usati un po’ dei soldi frutto di accantonamenti ed Imu per il recupero delle strutture abitative più attempate, per la loro messa a norma rispetto a legislazioni e parametri realmente ecologici, si sarebbe fatto girare del lavoro in un Settore, quello Edile, tra i più colpiti dalla Crisi. Si sarebbero promosse assunzioni e pagamenti ai Lavoratori, non agli Istituti creditori. Si sarebbero consegnate costruzioni  moderne e salubri ai nostri figli, e non a quelli di qualche ricco investitore privato.

La Stu, le dismissioni, le azioni di iren…sono molti i parametri che raccontano di quanta ipocrisia regni nel Movimento Cinque Stelle parmigiano. Di quanta reale determinazione essi abbiano nel tutelare la città da quanto fatto in passato attraverso le giunte di centro-destra.

I soldi dei parmigiani si sarebbero dovuti  usare per creare benessere e lavoro, non per sistemare e di fatto coprire le malefatte di un gruppo di cialtroni, alcuni dei quali non casualmente chiamati a rispondere in giudizio. Chi sta pagando il Debito, a Parma? Cosa state facendo per evitare la morte di una città economicamente agonizzante? In che misura siete contigui ad un Sistema che di fatto con queste scelte politiche coprite?

Non sono domande retoriche, da Campagna Elettorale: sono il registro linguistico usando il quale si racconta il vostro spessore morale, prima ancora della vostra capacità amministrativa. Questa città ha bisogno di Lavoro, non di Rid bancari. Ed ha bisogno di certezze rispetto ai Beni Comuni.

Chi possiederà fattivamente quelle centinaia di metri che separano via Trento, via Palermo e via Pasubio? Era proprietà collettiva, era la nostra città…prima del vostro arrivo. Domani? Di chi sarà? Lo potete garantire?

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