di FRANCESCO CIRILLO GALLUCCI

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Per molti la notizia non sarà affatto una sorpresa, del resto sono già noti da anni gli effetti analoghi di alcuni videogiochi.

Questa volta però, quei genitori che tentano da tempo di catechizzare i propri figli sui pericoli dei social network, potranno argomentare le loro ragioni su basi scientifiche: l’abuso di Facebook potrebbe essere correlato allo sviluppo di disturbi psicotici. A sostenerlo sono i ricercatori della Sackler Faculty of Medicine dell’Università di Tel Aviv coordinati da Uri Nitzan e dal Shalvata del Mental Health Care Center, che hanno pubblicato il loro studio sul “Journal of Psychiatry and Related Sciences”. Secondo la ricerca, in contemporanea alla diffusione capillare dell’accesso a Internet si sono sviluppate psicopatologie associate come “internet addiction” e vere e proprie “delusioni” relative alla tecnologia e alle relazioni virtuali.

Lo studio ha analizzato nei dettagli tre casi di episodi psicotici correlati alla comunicazione via Internet. Secondo Nitzan, i tre pazienti avevano in comune alcuni tratti come la solitudine e la vulnerabilità a causa della perdita o della separazione da una persona cara, la relativa inesperienza con la tecnologia e nessuna storia precedente di abuso di stupefacenti o manifestazione di psicosi. In ogni caso è stata rilevata una connessione tra lo sviluppo graduale e l’esacerbazione dei sintomi psicotici, tra cui deliri, ansia, confusione e l’uso intenso di social network. I tre casi coinvolti nello studio hanno tutti trovato un conforto iniziale da una situazione di solitudine nella promozione di intense relazioni virtuali. Rapporti positivi in un primo momento, che sono successivamente sfociati in sentimenti di dolore, percezione di tradimento e violazione della privacy.

“Tutti i pazienti hanno sviluppato sintomi psicotici come delirio e rabbia collegati alla persona frequentata virtualmente”, ha spiegato Nitzan, aggiungendo inoltre “i rapporti virtuali provocano l’esperienza di un paradosso: diventare intimi con persone che non incontriamo mai faccia a faccia. Un fattore che contribuisce alla rottura con la realtà e allo sviluppo di stati psicotici”.

Se nel caso dei videogiochi l’allarme era arrivato da oriente, dove le ore di utilizzo medio dei ragazzi superavano ampiamente quelle dei coetanei occidentali, questa nuova psicosi invece pare non conosca confini.

Purtroppo anche in Italia possono succedere fenomeni di dipendenza da facebook e altri social network, finendo per arrecare disturbi psicotici alle persone che abusano di questi strumenti. Blog e social network hanno conquistato, infatti, in modo deciso gli italiani: la quota dei nostri connazionali che li frequenta (86% di tutti gli internauti) ha superato il dato statunitense (79%). Lo ha stabilito il  “Social Media Report” di Nielsen, che ha esplorato i cambiamenti in atto nel panorama dei social media, le modalità di interazione dei consumatori con questi strumenti e le piattaforme digitali che ne trainano l’utilizzo.

Non ci resta dunque che prestare più attenzione ai nostri ragazzi e magari darci una regolata anche noi più grandicelli.

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