allergia

 

di Elisa Cardinali

Con la primavera, anche se quest’anno decisamente in ritardo, sono in arrivo i sintomi più tipici delle allergie ai pollini come tosse, starnuti, lacrimazione e rossore agli occhi, riniti e difficoltà respiratorie. Nonostante questo sia anche il periodo in cui si è maggiormente predisposti a consumare verdura e frutta fresca per la varietà offerta dalla stagione, le persone che soffrono d’allergie primaverili devono stare attente al suo consumo in quanto esistono dei fenomeni di cross-reattività tra i vari tipi di polline ed alimenti vegetali. Ciò è dovuto al fatto che alcuni allergeni presenti nei pollini lo sono anche nei cibi e l’effetto che ne deriva dal loro consumo è un peggioramento dei sintomi che si traduce in bruciore, gonfiore alle labbra e alla cavità buccale, asma, orticaria e, nei casi più gravi, anche shock anafilattico. Chi è allergico alle Graminacee dovrebbe prestare attenzione al consumo di kiwi, pomodori, agrumi, melone, anguria, pesche, ciliegie ed albicocche. Nel caso d’allergia alle Betulle gli alimenti più a rischio sono mele, carote, sedano, pere, pesche, finocchio, banane, prugne, prezzemolo, nocciole, noci, arachidi, mandorle, kiwi, lamponi e fragole. Se si è sensibili alle Composite è bene evitare alimenti come cicoria, invidia, radicchio, carciofo, cardo, banana, camomilla, sedano, prezzemolo, carota, finocchio, mela e melone. Per difendersi dall’allergia alle Cucurbitacee è bene non assumere zucchine, zucca, cetrioli, melone, anguria e pomodori, mentre per quella alle Paritarie è meglio non assumere piselli, fagioli, soia, patate, kiwi e ciliegie. Fortunatamente nella maggior parte dei casi le reazioni allergiche crociate avvengono solo verso uno o al massimo due degli alimenti ed, una volta individuati, il rimedio consiste nella loro completa eliminazione dalla dieta per tutto il periodo della pollinazione. Dal momento che le allergie non sono altro che reazioni infiammatorie, l’assunzione d’alimenti come yogurt, kefir e probiotici possono essere di grande aiuto per rinforzare il sistema immunitario, così come aumentare in questo periodo il consumo settimanale di pesci come merluzzo, salmone e sgombro particolarmente ricchi d’omega 3 ad azione antinfiammatoria, limitando invece quello di crostacei che stimolano la produzione d’istamina. Infine l’assunzione preventiva di un integratore a base di Ribes Nigrum ad azione antistaminica naturale e di Rosa Canina ricca di vitamina C può dare risultati migliori rispetto ai più classici degli antistaminici.

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