Im Supermarkt

La crisi non ha soltanto impoverito il portafoglio degli italiani, ma ha inciso a tal punto da cambiarne anche radicalmente le abitudini. Uno dei mutamenti principali riguarda quello che rappresenta uno dei simboli del Paese: l’alimentazione. Il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, ha infatti evidenziato come più di sei famiglie su dieci, abbiano ormai preferito di fare la spesa in un discount (il 62% nel 2012, +9% rispetto all’anno precedente). Appare davvero evidente come le ristrettezze economiche e il dover far disperatamente quadrare i conti abbia spinto gli italiani a modificare quantità e qualità dei prodotti acquistati. Ovviamente le ripercussioni non riguardano soltanto il settore alimentare. Sono state infatti quasi del tutto eliminate le spese per visite mediche, radiografie e analisi cliniche, limitandosi dunque ai mediciali non eliminabili dalle spese.

Eppure, nonostante questo ritratto a tinte fosche, gli ultimi dati rilevati dall’Istituto di statistica rivelano che la fiducia dei consumatori italiani è orientata all’aumento, raggiungendo livelli che non venivano registrati da tempo immeore. In aprile l’indice del clima di fiducia dei consumatori è aumentato a 86,3 da 85,3 del mese precedente. In crescita anche la componente collegata al quadro economico (il relativo indice passa da 69,2 a 73,5), mentre diminuisce quella riferita al clima personale (da 91,4 a 90,5). Gli indicatori del clima futuro e corrente sono in rialzo, rispettivamente da 80,3 a 80,8 e da 89,2 a 90,1. Anche i giudizi e le attese sulla situazione economica del Paese migliorano notevolmente: i saldi passano da -147 a -137 e da -61 a -50. Quanto alle attese sulla disoccupazione, le opinioni dei consumatori sottolineano una crescita (da 104 a 109 il saldo). Infine le valutazioni sulla situazione economica della famiglia: migliorano anch’esse: il saldo passa da -75 a -73 per i giudizi e da -30 a -29 per le attese.

A livello territoriale, il clima di fiducia aumenta nel Nord-ovest nel Centro e nel Mezzogiorno, mentre diminuisce nel Nord-est. Il presidente Giovannini ha anche formulato un giudizio sull’andamento dell’economia: il prodotto interno lordo italiano “dovrebbe ridursi nel 2013 in una misura molto vicina a quella stimata dal governo nel def”, che prevede un calo dell’1,3%.

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