PACE

“Vi chiedo di sospendere l’approvazione del bilancio e di riflettere tutti insieme sul percorso che d’ora in avanti dobbiamo mettere in campo. Chiedo che si rimandi ad altro momento il punto in discussione oggi relativo al bilancio”. È una richiesta sofferta ma decisa quella che in apertura della seduta di ieri del Consiglio provinciale il presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli rivolge alla platea dei consiglieri..Una richiesta dettata dall’ulteriore scure che il governo ha fatto cadere sulle Province, e che impone alla Provincia di Parma di fare i conti con ulteriori 3,3 milioni di euro di tagli. Troppi. Dalle norme contenute nell’articolo 10 del decreto legge 35, approvato dal Consiglio dei Ministri l’8 aprile scorso, “Parma si vede passare da un taglio previsto di 5,6 milioni di euro a uno di 8,9 milioni di euro. In queste condizioni non possiamo approvare il bilancio che avevamo presentato, e messo insieme con mille difficoltà, e vorrei anche dire che con questo taglio il problema dell’approvazione del bilancio diventa estremamente serio”.

La scure del governo, ribadisce Bernazzoli, si è abbattuta sulle Province in modo troppo pesante negli ultimi anni, con tagli ininterrotti e ingenti. “Abbiamo fatto fronte a questi tagli – continua il presidente – con sacrifici enormi, e questa non era una Provincia che aveva fatto degli sprechi. Lo sanno bene i dipendenti, che si sono sobbarcati sacrifici durissimi e che colgo l’occasione per ringraziare. Non è accettabile che questa politica di tagli vada avanti in questo modo, perché a questo punto anche i sacrifici diventano inutili. I tagli sono praticamente lineari: non tengono conto della virtuosità degli enti, delle situazioni reali”. E in questa situazione “si chiede alle Province di gestire servizi e funzioni anche delicati senza essere messe nelle condizioni pratiche di poterli gestire in modo dignitoso. Penso al paradosso che stiamo vivendo in questo momento: penso alle strade, in situazioni difficili anche a causa di un inverno particolarmente rigido, al dissesto che è sotto gli occhi di tutti, alle scuole; noi non siamo messi nelle condizioni di gestire questi servizi e queste funzioni in modo adeguato, e lo dico perché credo che in questi giorni si sia toccato ancora più con mano quanto sia importante avere enti e istituzioni pronti a dare risposte. I cittadini ci chiedono di dare risposte e noi veniamo trattati in questo modo, oltre il limite della sopportabilità. Si vogliono chiudere le Province? Lo si faccia, ma nel modo corretto, perché così si fanno danni. Ma finché non si chiudono – sottolinea Bernazzoli – non si può pretendere che gestiscano servizi e funzioni senza essere messe nelle condizioni materiali di poterlo fare”.
Poi di nuovo sul bilancio: “Per la prima volta non l’abbiamo approvato fino ad aprile, aspettando fino all’ultimo per fare quadrare i conti. Abbiamo fatto sacrifici enormi di fronte al taglio di 5,6 milioni di euro della spending review per chiudere il bilancio mantenendo un minimo di servizi. Ora altri 3,5 milioni di euro di tagli: non si può chiudere un bilancio in queste condizioni. E con i capigruppo oggi andremo dal prefetto a segnalare la situazione”.
Da qui la richiesta di sospensione dell’iter in Consiglio: “Sono consapevole – dice Bernazzoli -che è un fatto di enorme gravità, significa bloccare una programmazione amministrativa e questo non è senza ricadute, lo sappiamo bene. Ne siamo consapevoli, però non siamo nelle condizioni oggi di poter proporre un bilancio alternativo che assorba questi tagli”.
Nel frattempo, ha annunciato Bernazzoli, ci si muoverà anche sul versante nazionale, con iniziative diverse (a partire dagli emendamenti) che possano agire prima della conversione in legge del decreto da parte del Parlamento. “Ci auguriamo che il Parlamento – conclude Bernazzoli – capisca ciò che vogliamo dire, capisca le nostre ragioni e ne tenga conto. E nel frattempo noi proveremo ad approntare un bilancio di emergenza”.
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