Published On: Ven, Apr 5th, 2013

Dalla Provincia 2.2 milioni di euro per le aziende agricole della montagna

agricoltura

L’agricoltura in montagna è un baluardo di difesa territoriale e ambientale, da sostenere e aiutare. Per questo la Provincia mette a disposizione dei beneficiari la somma di 2.201.000 euro, che consentiranno, con molta probabilità, di finanziare tutte le domande che saranno presentate e che risulteranno ammissibili. Domande fino al 15 maggio.

“Sono contributi secondo noi importanti, che testimoniano l’attenzione all’agricoltura di montagna e al suo valore, quello di un autentico baluardo di difesa territoriale e ambientale: le aziende agricole sono presidi territoriali notevolissimi”, ha detto nella presentazione di oggi in piazza della Pace il vice presidente della Provincia Pier Luigi Ferrari, che ha parlato di un ruolo delle aziende agricole anche nella prevenzione del dissesto idrogeologico: “Noi oggi paghiamo le conseguenze di un abbandono degli abitanti della montagna e soprattutto degli imprenditori agricoli e forestali, che non essendo più a presidiare il territorio non effettuano quelle piccole-grandi operazioni di difesa che sono importantissime. La difesa del territorio, infatti, viene realizzata grazie alle aziende agricole che sul territorio operano. Mi auguro che questo contributo venga apprezzato – ha aggiunto Ferraria significare che si può davvero pensare a un rilancio, ma a una condizione: che in montagna ci sia la gente, che rimangano gli operatori agricoli e forestali. È una sfida grande ma che si può vincere”.
Obiettivi del bando, elaborato come negli anni scorsi insieme alle Comunità Montane, sono appunto quelli di mantenere viva l’agricoltura nelle aree svantaggiate montane e collinari, aree nelle quali la prosecuzione dell’attività agricola risulta elemento indispensabile per tutelare l’ambiente e gli spazi naturali, di contrastare l’abbandono dei terreni e il dissesto idrogeologico con evidenti ricadute positive su tutto il territorio provinciale. Il bando contribuirà inoltre a compensare il deficit di reddito a carico degli agricoltori che esercitano la propria attività nelle aree montane caratterizzate da svantaggi naturali.
“Rimanere in queste zone vuol dire assicurare ricadute importanti per tutta la provincia, perché solo gli agricoltori possono fare i piccoli interventi che poi evitano gli smottamenti”, ha osservato Vittorio Romanini del Servizio Agricoltura della Provincia. “Con questi bandi abbiamo messo a disposizione nel settennio, per la misura 211, 12 milioni di euro. E questo ci ha consentito di dare circa 5mila contributi: crediamo che sia stato un intervento molto importante a tutela dell’agricoltura e della montagna”.
Dei contributi possono beneficiare gli imprenditori agricoli, di età inferiore a 65 anni, titolari di un’area di almeno 5 ettari di superficie agricola utilizzata (Sau). Nel concorrere al bando, l’imprenditore si impegna a mantenere l’attività agricola per i 5 anni successivi alla presentazione della domanda.
L’aiuto concesso per ettaro di superficie coltivata è diversificato in funzione del tipo di coltura praticata:per fruttiferi, orti, frutti minori, piante officinali sostegno massimo di 150 euro/ha, per ulivo, castagno da frutto, vite 100 euro/ha, per praticoltura avvicendata + zootecnia 200 euro/ha, per pascolo prato permanente + zootecnia 150 euro/ha, per seminativi 150 euro/ha, per praticoltura avvicendata e pascolo prato permanente di montagna 100 euro/ha.
Le domande di contributo possono essere presentate fino al 15 maggio 2013 attraverso l’apposita modulistica scaricabile dal sito di Agrea http://agrea.regioneemilia-romagna.it, rivolgendosi preferibilmente ad un Centro di assistenza agricola autorizzato (Caa).
Per eventuali chiarimenti ci si può indirizzare direttamente al Servizio Agricoltura e Risorse naturali della Provincia in piazzale Barezzi 3 (Francesco Rozzi, tel. 0521 931508) oppure si può andare sul web agli indirizzi www.provincia.parma.it e www.agriparma.it.
Alla conferenza stampa di oggi hanno partecipato anche il dirigente del Servizio Agricoltura Antonello Barani e Francesco Rozzi del Servizio Agricoltura.

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