Prefettura Parma
Monitoraggio di superficie e profondo sulla frana di Capriglio e il riconoscimento che quella che si sta vivendo sull’Appenino Parmense è una emergenza nazionale, per risolvere la quale bisogna fare in fretta e con risorse adeguate. Si è concluso con questa unità di intenti il tavolo istituzionale svoltosi nel tardo pomeriggio presso la Prefettura di Parma per fare il punto di quanto emerso dal sopralluogo che il geologo Nicola Casagli, insieme a alcuni collaboratori, con le autorità locali, ha svolto a Boschetto e Capriglio su mandato del Dipartimento nazionale e dell’Agenzia regionale di protezione civile.
Casagli, docente di Scienze della terra all’Università di Firenze, centro di competenza per il Dipartimento nazionale della Protezione civile, è anche membro della Commissione Grandi Rischi. Triplice lo scopo del sopralluogo: valutare le influenze dei movimenti franosi sugli edifici, valutare evoluzione dei movimenti, valutarne gli impatti sui corsi d’acqua.
A Capriglio si è rimobilizzata una frana di grandi dimensioni che ha prodotto danni a beni immobili e agli edifici presenti – ha detto – Ora dobbiamo valutare la possibile evoluzione sia a monte che sui lati, e le possibili influenze sul corso d’acqua per prevedere eventuali sbarramenti o occlusioni. Sono frane in movimento che noi geologi chiamiamo “lente”, si stanno muovendo di qualche metro al giorno e questo durerà per diverse settimane. È una frana di grandi dimensioni, una delle più grandi che ho visto negli ultimi anni”, ha detto Casagli nel corso del sopralluogo. Più tardi nell’incontro in Prefettura – con Regione, Provincia e Comune di Tizzano, Enti e Parlamentari del territorio – Casagli ha proposto l’attivazione di un controllo strumentale delle corone della frana, sia in superficie che in profondità, in modo da garantire la sicurezza delle abitazioni che si trovano in prossimità della frana, cioè a Capriglio e Pianestolla. La frana di Boschetto “è piccola ma cattiva” ha detto Casagli perché avvenuta su un versante molto pendente. “manterrei la scelta dello sgombero delle abitazioni già evacuate in attesa dell’evoluzione del fenomeno che potrebbe portare ad un ampliamento della scarpata”.Dunque per riallacciare i due tronconi di Massese sarà necessario adottare un percorso alternativo sul quale gli Uffici tecnici della Provincia sono già al lavoro, ha assicurato il presidente Vincenzo Bernazzoli. “Occorre adottare una soluzione in fretta, in modo da riprendere quel collegamento essenziale per persone e mezzi – ha detto il presidente della Provincia –studieremmo in tempi rapidi il progetto di bypass più idoneo”. I costi per l’intervento, come ha sottolineato l’assessore regionale Paola Gazzolo, saranno sostenuti dalla Regione proprio in considerazione dell’urgenza. L’emergenza dovuta alle piogge abbondanti ha provocato danni nelle quattro province emiliane per circa 120 mln di euro di cui più di 40 nel solo Parmense, il territorio più colpito. “Serve il decreto con cui viene riconosciuta l’emergenza, accompagnato da risorse, da soli è impossibile che ce la facciamo” ha detto fra l’altro l’assessore alla Protezione Civile dell’Emilia Romagna.
Il sopralluogo di ieri ha di fatto confermato la caratteristica nazionale dell’emergenza in corso. Lo ha spiegato in Prefettura Silvano Meroi,direttore dell’Ufficio rischio idrogeologico del Dipartimento nazionale di Protezione civile intervenuto insieme a Maurizio Mainetti, direttore dell’Agenzia regionale. “Ho potuto verificare l’efficacia della risposta locale– ha detto Meroi – e il fatto che la somma di eventi avvenuti qui, in Liguria e Toscana si può configurare come evento nazionale”. Il Dipartimento nazionale domani sarà nelle Marche per un sopralluogo analogo e già la prossima settimana consegnerà l’istruttoria su questi eventi calamitosi alla Presidenza del Consiglio. Anche il Prefetto di Parma Luigi Viana ha inviato al Ministero dell’Interno una relazione in cui viene ribadita la necessità di risorse che dovranno supportare le richieste “sia per le tantissime difficoltà correlate alla viabilità e alla vita quotidiana delle persone coinvolte, sia per la ricaduta negativa sul tessuto economico che questi fatti hanno avuto”. Anche il sen Giorgio Pagliari, attivo da giorni sul tema insieme alla collega on. Patrizia Maestri ha evidenziato l’urgenza relativa alle risorse e ai tempi con cui vengono destinate: “serve un finanziamento straordinario legato a un evento straordinario” ha concluso. L’assessore regionale alla Mobilità e Dissesto Alfredo Peri ha sottolineato l’importanza di continuare a agire insieme sul territorio: “bisogna ripristinare i servizi essenziali in fretta” ha evidenziato.
Al sopralluogo e successivamente al tavolo  in Prefettura sono intervenuti il responsabile del servizio tecnico di bacino Gianfranco Larini, per la Provincia, oltre al presidente Vincenzo Bernazzoli, gli assessori Ugo Dannie Andrea Fellini con il dirigente Gabriele Alifraco e i tecnici del Servizio viabilità e protezione civile, la Polizia provinciale, il sindaco di Tizzano Amilcare Bodria, i rappresentanti dei Carabinieri, del Consorzio di bonifica, della Comunità montana.

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