fruits

di Marco Santachiara

Al convegno “Frutti del passato per un futuro sostenibile” organizzato dall’ISPRA a Roma, i massimi esperti italiani ed internazionali in materia di salvaguardia della biodiversità agraria e recupero di varietà in via di estinzione hanno discusso su come arginare la perdita di biodiversità galoppante. È emerso che il 75% della diversità di frutta e verdura del nostro paese è scomparsa nell’ultimo secolo. Significa che le varietà degli alberi da frutto sono drasticamente diminuite: una vera perdita per la storia dell’agricoltura italiana. La perdita di varietà è da attribuirsi principalmente alla coltivazione intensiva che utilizza anticrittogamici e antibiotici per far sì che le piante non si ammalino.
Nel solo Sud Italia, tra il 1950 e il 1983, è stato riscontrato che delle 103 varietà locali mappate durante il primo sopralluogo, solo 28 erano ancora coltivate poco più di trent’anni dopo. Perfino una coltura che è orgoglio dell’Italia, come quella della vite da vino, sembra essersi terribilmente ‘impoverita’ nell’ultimo secolo”. Questi sono alcuni dei dati che testimoniano l’importanza di tutelare la frutta e i prodotti agricoli della nostra storia. E poi c’è il rischio riscaldamento globale: l’organizzazione delle Nazioni Unite prevede che entro il 2055, a causa del cambiamento climatico, scompariranno tra il 16 e il 22% dei parenti selvatici per colture importanti come arachidi, patate e fagioli.

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