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di Marco Santachiara

Stavolta lo zodiaco non c’entra niente. Eppure, la nostra salute dipenderebbe anche dal mese in cui nasciamo. Un nuovo studio, condotto da un team di ricercatori britannici della Queen Mary University, dell’Università di Londra e da quella di Oxford, ha infatti rivelato come la data di nascita andrebbe ad influire sul sistema immunitario del bambino e sui livelli di vitamina D presenti nell’organismo.
Da questo punto di vista, i nati a maggio sarebbero i più vulnerabili, mentre coloro che nascono a novembre potrebbero contare su un’ottima salute.
Gli scienziati, finanziati dal Medical Research Council e dalla Fondazione italiana sclerosi multipla, hanno esaminato campioni di sangue del cordone ombelicale di cinquanta neonati londinesi nati a novembre e di altrettanti nati a maggio, tra il 2009 e il 2010. Il sangue è stato poi analizzato con l’intento di misurarne i livelli di vitamina D e di cellule T autoreattive. Queste sono nient’altro che globuli bianchi, in grado di distruggere virus e agenti infettivi. Però, possono anche colpire le cellule del proprio organismo, scatenando dunque malattie autoimmuni. Per questo devono essere eliminate dal corpo durante lo sviluppo, in modo tale da preservare la salute dell’individuo.
Eppure, i bambini nati a maggio presentano valori ben più bassi di vitamina D rispetto a quelli venuti al mondo in autunno, si parla del -20%. Di contro, posseggono circa il doppio di cellule T, e questo, secondo i ricercatori, potrebbe spiegare perché sono più esposti a malattie, anche gravi, come la SLA.
La sclerosi multipla è il risultato di un intervento del sistema immunitario che danneggia il sistema nervoso centrale. Lo sviluppo della malattia è ritenuto frutto di una complessa interazione tra geni e ambiente.
Questo effetto è particolarmente evidente in Inghilterra, spiegano gli studiosi, dove un picco di pazienti è stato registrato fra i soggetti nati a maggio, mentre il numero minore si è concentrato tra chi compie gli anni a novembre. Secondo i ricercatori, dal momento che la vitamina D è formata dalla pelle quando è esposta alla luce del sole, l’«effetto mese di nascita» proverebbe il ruolo della vitamina D prenatale nel rischio di sclerosi multipla.
Secondo Sreeram Ramagopalan, docente di neuroscienze a Barts e della Queen Mary «occorrono studi a lungo termine per valutare l’effetto dei supplementi di vitamina D nelle donne in gravidanza e il conseguente impatto sullo sviluppo del sistema immunitario e sul rischio di sclerosi multipla e altri malattie autoimmuni».

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