cinema

di Giorgia Fieni

Il cinema ricalca spesso la vita reale. Ecco che allora le pellicole degli ultimi anni riflettono anche profondamente l’interesse che si è creato attorno alla cucina. Film come “The help” e “Marigold hotel” ci insegnano che il cibo può essere sinonimo di libertà. Nel primo la domestica Minny segue una filosofia che recita: “Il pollo fritto ha la capacità di farci sentire meglio nei confronti della vita” e la capacità di trasmetterla alla sua “signora bianca” passa attraverso significativi insegnamenti di cucina ed un commovente pranzo. Nel secondo invece sono dei turisti inglesi (tra cui le sempre brave Maggie Smith e Judi Dench) a capire l’India anche attraverso il modo di alimentarsi ed il cibo (di cui “Non so neanche pronunciare il nome, figuriamoci se lo mangio”) regalerà loro la possibilità di ritrovare se stessi proprio alla fine della loro esistenza.
E poi ci sono “Chef” e “La cuoca del presidente” che entrano proprio nel cuore della gastronomia, in Francia. Nel primo si raccontano delle speranze del giovane Michael Youn di aprire un ristorante e della collaborazione con lo stellato Jean Reno, in un incontro che fa affrontare cucina tradizionale e cucina molecolare (non per niente Alain Ducasse ha partecipato alla realizzazione) avente come sottofondo musica di Nicola Piovani e l’atmosfera sempre suggestiva di Parigi. Il quale fa anche da sfondo al film con Catherine Frot che ripercorre la storia di Daniele Delpeuch, che lavorava nel 1986 presso François Mitterand ed anche lei era protagonista di uno scontro: quello tra la cucina più famosa del mondo e quella dell’Antartide e della Nuova Zelanda in cui si ritrova a lavorare.
Chi invece non ha dubbi ed esprime il proprio parere senza dar adito ad interpretazioni è Tim Burton. Nel film “Dark shadows” (dove riadatta, con l’aiuto del suo attore feticcio Johnny Depp, un telefilm del passato) il vampiro Barnabas Collins ritorna in vita nell’America degli anni’70 ed improvvisamente, risvegliandosi, vede una grossa M davanti a sé, un fast food…ed egli esclama, spaventato: “La firma di Mefistofele!”

 

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