Published On: Mar, Apr 9th, 2013

La Congiura delle Polveri

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È una vita che mi sento chiedere scherzosamente, dopo aver scoperto che mestiere faccio, se per caso posso fornire un servizio di killeraggio integrale ai danni dei politici che stanno a Roma. Una richiesta trasversale che arriva da decenni e da tutti i tipi di “credo” politici. La cosa più pesante per me è l’espressione compiaciuta di chi crede di aver inventato una battuta spiritosa. Io cerco di non togliere questa soddisfazione al mio interlocutore, anche se ormai questa battuta-richiesta me l’avranno fatta migliaia di volte. Una cosa degna di nota è, però, il fatto che l’espressione divertita si sia trasformata in questi anni in atteggiamenti sempre più seri, mentre la richiesta viene formulata. Oggi chi si “inventa” questa battuta la dice sempre più seriamente. Come un arcano e recondito “reale” desiderio. Io li capisco. Faccio sempre più fatica a non accontentarli. Credo di meritare il Premio Nobel per la pace. I lettori dovrebbero segnalare il mio nominativo alla prefettura almeno per una nomina a “cavaliere”. Perché lo merito? Perché grazie al mio equilibrio ed alla mia flemma non vado in giro a seminare bombe sotto le banche, sotto l’agenzia delle entrate, sotto la sede degli ausiliari del traffico, sotto il catasto, sotto quasi tutte le sedi istituzionali. Ormai non funziona a dovere più nessun servizio pubblico, vuoi per mancanza di fondi o vuoi per l’atteggiamento lazzarone di tanti impiegati. Ma bisogna mantenere la calma. A tutti i costi. Anche se ormai collezioniamo vessazioni e imposizioni da ogni parte. L’ultima che sto subendo io personalmente: da quando c’è stato il terremoto dell’Emilia, l’anno scorso, è in vigore una nuova disposizione obbligatoria. Quella di fare la verifica sismica dell’edificio in cui si vuole fare QUALSIASI TIPO DI INTERVENTO. Mi spiego: se vuoi imbiancare la casa o posizionare una paretina di cartongesso o cambiare i serramenti, devi fare la DIA, o la SCIA, ossia qualche scartoffia che formalizzi l’inizio della tua attività. Anche se non intervieni sulle strutture portanti dell’edificio. Da l’anno scorso il bue contribuente deve però far fare questa certificazione di tenuta sismica dell’edificio. Se fosse per la sicurezza futura mi può anche star bene. Ma qual è l’ennesima fregatura? Che tale servizio è a carico del richiedente. Costo orientativo? Dai 6 agli 8.000 euro. Avete capito bene. Ottomila euro! Un servizio che dovrebbe fare lo Stato, magari attraverso gli Uffici Tecnici comunali, provinciali, regionali. Oppure attraverso i Vigili del fuoco che dispongono del più grande ed efficiente nucleo di ingegneri ed architetti d’Italia. No. Invece sono tutti cazzi nostri… Questa cosa, ovviamente, stimolerà ancor di più l’abusivismo. Un assioma talmente semplice da lasciare interdetti per la stupidità di chi ha promosso questa iniziativa. Magari con le migliori intenzioni. Ma senza ragionare, come al solito. Non è per lamentarmi dell’ennesima “italianata” che ho iniziato a scrivere. Anzi, ero partito rilassato parlando della sempre meno scherzosa voglia che hanno tanti Italiani di minare il Parlamento. Quello che volevo raccontare era che anche i primi che, scherzosamente e venticinque anni fa, mi chiedevano quanto volevo per andare a Roma ed abbattere Montecitorio, erano in forte ritardo. Un’iniziativa del genere l’aveva già pensata qualcuno nell’Inghilterra addirittura del 1606! Un certo Guy Fawkes, aiutato da un manipolo di cospiratori cattolici, riuscì a riempire di esplosivo la cantina sotto la stanza del Parlamento inglese di Westminster a Londra. L’intento era quello, agognato appunto nei discorsi da bar anche da tanti Italiani dei nostri tempi, di “azzerare” l’intero Parlamento, in quel caso specifico composto dai Lord e dal Re protestante Giacomo I. Scoperta però la congiura, detta “delle Polveri” Guy Fawkes fu arrestato, torturato affinché rivelasse i nomi dei complici, poi decapitato e squartato. Da allora, nel Regno Unito, quando si ha intenzione di fare molta confusione o di minacciare qualcuno, si evoca il nome di Guy Fawkes. Ancora oggi, il 5 novembre, si festeggia in Inghilterra la “Notte dei falò” con la rievocazione del fallito attentato. Grazie al personaggio di “V per Vendetta”, un fumetto ideato da Alan Moore e David Lloyd (da cui è stato tratto nel 2005 anche un omonimo film), il volto di Fawkes è diventato una celebre maschera che ne riproduce i tratti e che, successivamente, è stata adottata anche dal gruppo hacker Anonymous. Questi novelli contestatori hanno pensato di “minare” le fondamenta della società che oggi basa quasi tutta la sua organizzazione gestionale sull’informatica e sulle connessioni Internet.

Ecco, una forma “non violenta” di protesta è particolarmente auspicabile oggi. Non è facile scardinare il sistema senza violenza e di ciò se ne è accorto anche il Movimento 5 Stelle. Ci vogliono più ricambi generazionali per cambiare le cose, ma in questi momenti di crisi si fa fatica ad essere lucidi ed a bruciare le tappe in modo razionale. Sarebbe bene che il popolo del Web sfruttasse al meglio il suo potere di comunicare velocemente.

Per organizzare forme di disobbedienza civile che mettano a nudo le gravi carenze di chi ci amministra. Protestare senza violenza è ormai imperativo. Altrimenti continueremo ad avere le stesse facce che decidono quanto dobbiamo spendere ormai anche per respirare.

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