Focus - Apertura - Pizzarotti F2i Iren

La primavera dall’orizzonte indaco e dai ricamati alberi in fiore, a Parma sembra quasi rimandata. All’orizzonte vi sono solo giornate uggiose, pochi timidi raggi di sole e lo spettro incombente e  ancor più pauroso dell’inceneritore. Ai suoi primi rumori di inizio marzo si sono aggiunti anche i primi sbuffi, fumosi, tristi, ancor più grigi delle nubi che incombono plumbee sulla città.

LA LETTERA. A rischiarare il cielo sopra Ugozzolo però, come in un racconto che ha dell’imprevedibile la sua trama, potrebbe essere una lettera di cui è venuto in possesso un quotidiano nazionale. Il 22 febbraio scorso, Vito Gamberale, amministratore delegato di F2i, scrive a Iren Ambiente, e pone un veto agli investimenti previsti da parte della sua società sull’acquisizione del 49% della multiservizi. Più nel dettaglio, il dirigente ricorda alla multiutility come l’avvio di un procedimento penale legato a presunti illeciti connessi alla progettazione e alla costruzione del PAI abbia “comportato l’integrazione e la modifica della struttura dell’accordo di investimento di F2I”. Da qui la paura di Gamberale di collocare capitali in una società che ha quasi messo in funzione un’opera a rischio di confisca o, ancora peggio, di demolizione, timore a quanto pare diffuso anche dai legali della stessa Iren.

Insomma, il peso delle indagini giudiziarie sul forno graverebbe non poco sulle condizioni di investimento di F2I, che sarebbe pronta, sempre secondo il proprio Ad. a rinunciare all’avventura finanziaria, lasciando Iren a dover combattere contro i propri debiti. Il rischio di un peggioramento dei presupposti per l’affare con l’ex Enia è un deterrente ancora maggiore per una risoluzione che possa accelerare l’accensione definitiva del forno. Nella missiva, infatti, l’amministratore delegato, si dice anche preoccupato per quanto riguarda la possibilità di “nuovi provvedimenti cautelari a valere sul patrimonio della società (Iren ndr.)”, ma anche le “incertezze circa l’entrata in esercizio del Pai entro la data ultima per beneficiare degli incentivi di legge”.

LE NUBI SULL’INCENERITORE. In conclusione, le nubi sul forno sono ancora più fitte di quanto si potesse immaginare. Da una parte ci sono i fumi veri e propri che in molti hanno già fotografato mentre escono dai camini ancora in prova, dall’altra c’è l’incertezza con cui si procede nel completamento finanziario dell’accordo inter-societario. F2i chiede chiarezza e fino a quando non “vedrà il sereno” sul futuro giudiziario di Iren terrà per sé i soldi destinati all’investimento in attesa di ridefinire le condizioni dell’accordo. Questo accade nonostante il presidente della multiservizi Roberto Bazzano abbia espresso ben pochi dubbi sulla riuscita della joint venture, speranzoso di concludere l’affare entro metà giugno.

UN GIOCO DI SOCIETA’ A 5 STELLE. In tutti questi giochi “di società”, entra in causa anche Federico Pizzarotti. Il sindaco di Parma, infatti, incontrerà il prossimo 15 aprile lo stesso Vito Gamberale di F2i (da cui è stato contattato direttamente) e assieme ai rappresentanti della multiutility discuteranno sulla situazione. L’Amministrazione parmigiana a 5 Stelle è dunque destinata ad avere un ruolo rilevante negli sviluppi della vicenda, soprattutto dopo le ultime nomine fatte all’interno di Iren stessa: Raphael Rossi presidente del cda della sezione Emiliana e Lorenzo Bagnacani alla vicepresidenza societaria. Due uomini scelti non a caso, due fedelissimi sostenitori no-termo che starebbero lavorando alacremente per scongiurare l’accensione definitiva del forno proponendo alternative possibili ormai in un tempo più che ristretto.

LINEA DIFENSIVA PARMA-ROMA. L’ipotesi della grande fuga di F2i da Iren è riuscita a creare anche una sorta di grande linea difensiva che dagli uffici municipali di piazza Garibaldi arriverebbe fin nelle aule senatoriali di palazzo Madama a Roma. A sollecitarla sarebbe stato direttamente l’assessore all’Ambiente Gabriele Folli, cui hanno risposto favorevolmente 53 senatori grillini che si sono detti disposti a presentare un’interrogazione a risposta scritta indirizzata all’attenzione del Governo e dei ministri all’Ambiente, allo Sviluppo economico e alle Finanze. Ad animare l’interrogazione parlamentare sarebbero stati, oltre alla lettera di Gamberale, l’indirizzo del Parlamento Europeo del 20 aprile 2012 che vieta – a partire dal 2020 -, l’incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili e le tariffe più vantaggiose che sarebbero a carico dei cittadini nel caso in cui si utilizzassero sistemi di smaltimento alternativi.

La primavera è destinata, quando arriverà davvero, a rischiarare il destino di Parma e del suo rinnegato forno.

Nel frattempo tutti ormai fanno un uso prezioso della parola “cautela”: Iren che si chiude nel silenzio e Pizzarotti che attende Gamberale senza affidarsi più a proclami che fino a poco tempo fa sembravano essere andati in fumo e che invece adesso potrebbero incenerire d’improvviso lo stesso mostro di Ugozzolo.

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: