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In occasione della Festa nazionale della Liberazione che ricorre giovedì 25 aprile i quattro Musei del Cibo della provincia di Parma rimarranno aperti anche venerdì 26 e sabato 27 fino a domenica 28.

Durante i giorni di ponte l’orario sarà il consueto: Museo del Parmigiano (Soragna) 10-13 e 15-18; Museo del Pomodoro (Corte di Giarola – Collecchio) 10-18; Museo del Salame di Felino (Felino)10-13 e 15-18; Museo del Prosciutto (Langhirano) 10-18. Il primo maggio l’orario sarà continuato dalle 10 alle 18 in tutti i musei.

I Musei del Cibo della provincia di Parma sono un circuito dedicato ai prodotti tipici del territorio parmense, un progetto di qualità per la conservazione e la promozione di quelle tradizioni enogastronomiche che sono ormai patrimonio nazionale.

In occasione del Bicentenario verdiano, una gita fuori porta in visita ai Musei del Cibo può trasformarsi in un vero e proprio tour alla riscoperta dei luoghi che videro Giuseppe Verdi bambino, poi adolescente innamorato della musica e quindi uomo e compositore maturo, scoprendone così i legami non lievi con la sua intensa attività musicale. Sicuramente, oltre alle vicende amare o liete che la vita volle riservargli, questi luoghi e le testimonianze artistiche che ancora vi si conservano, retaggio di un nobile passato, incisero profondamente sulla formazione del musicista, protagonista artistico e morale del proprio tempo, genio universale nella storia della musica. Non lontano dal Museo del Parmigiano, ad esempio, si trova la casa natale del Maestro, a Roncole di Busseto situata sulla strada provinciale per Busseto ad un crocevia al centro del villaggio.

 

Altri percorsi si snodano all’ombra di rocche e castelli, non distante dal Museo del Parmigiano Reggiano si può raggiungere infatti Fontanellato. L’ingresso al centro abitato avviene dalla cosiddetta “Porta di Sopra” o Voltone e quasi all’improvviso in uno slargo del borgo compare la Rocca Sanvitale, che prende nome dalla famiglia che l’ha abitata per diversi secoli.

A San Secondo Parmense si trova poi la Rocca dei Rossi. Il castello fu proprietà del potente Casato dei Rossi, nobile famiglia strettamente imparentata con i Medici e i Gonzaga, i cui possedimenti si estendevano dal Po all’Appennino. Su questi immensi territori sorgono ancor oggi i loro numerosi castelli: San Secondo e Roccabianca in pianura e Torrechiara in collina, sulla strada che accompagna al Museo del Prosciutto e a quello del Salame, a Felino, che trova sede nelle suggestive cantine del Castello di Felino. Costruito nell’890 dal nobile Marchese Luppone, il maniero venne ampliato e fortificato raggiungendo il massimo splendore con Pier Maria dei Rossi. Appartenuto in successione ai Pallavicino, agli Sforza e poi ai Farnese, l’antico maniero domina la vallata fra i torrenti Parma e Baganza e oggi ospita un ristorante di charme.

Sempre a San Secondo, da quest’anno, è possibile visitare il Museo Agorà Orsi Coppini, su prenotazione, telefonando dal lunedì al venerdì- dalle ore 10,00 alle ore 18,00- al numero 0521/877617 o scrivendo una e-mail all’indirizzo fieniletto@museorsicoppini.it. Il nuovo Museo d’Arte Olearia amplia l’offerta dell’apparato agroalimentare locale. Anche se raramente questo prodotto si associa al territorio emiliano, fin dal 1600 si riscontra una grande diffusione della coltivazione dell’ulivo, fino quindi all’epoca farnesiana, rilevante per lo sviluppo culturale delle terre che ospitano i Musei del Cibo.

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