motori curve

Frigoriferi bombati, automobili stondate, pupazzi, ciambelle, scarpe senza punta, seni, glutei. Un elenco di cose che piacciono più o meno a tutti e che hanno una sola cosa in comune: le curve. Gli scienziati ormai si interrogano su tutto e dunque perché non svelare la ragione dell’attrazione che l’uomo prova per la morbidezza delle forme? Già nel 1958 Harry Harlow studiando le scimmie Rhesus scoprì che questi animali preferiscono abbracciare un peluche piuttosto che bere latte da un biberon di fil di ferro.

Il bisogno di morbidezza insomma “batte” addirittura la fame e 52 anni dopo le stesse conclusioni sono state raggiunte dall’equipe del professor Claus-Christian Carbon, dell’università tedesca di Bamberg. Secondo la sua ricerca, il successo di auto come BMW, Audi o Alfa Romeo dipende proprio dalla sinuosità delle loro forme, pensate per assecondare quella parte del cervello umano che in tutto ciò che ha le curve rivede la mamma. E’ questo il motivo, spiega il professor Carbon, per cui gli uomini tendono ad evitare oggetti taglienti, appuntiti, spigolosi: guardarli richiama alla mente l’idea di una possibile sofferenza, di un dolore fisico e mentale. Questa paura si scontra con la rassicurante morbidezza di tutto ciò che è curvilineo e porta a optare per forme più morbide.

Per capirlo lo psicologo ha analizzato il successo riscosso da vari modelli di auto fra il 1950 e il 1999, riscontrando che quelle dalle linee più curve erano anche quelle più amate nei periodi storici turbolenti o acquistate in massa da popolazioni che stavano attraversando periodi di crisi. Nella sinuosità delle forme gli acquirenti cercavano dunque un qualche tipo di rassicurazione. “Le auto spigolose – spiega lo studioso tedesco – hanno storicamente avuto molto più successo delle altre, pur avendo a livello aerodinamico spesso le stesse proprietà”. Secondo il ricercatore tutto dipende dall’amigdala, la parte del cervello che regola le emozioni, che di fronte a un oggetto spigoloso o comunque dall’aerodinamica aggressiva trasmetterebbe un immediato senso di pericolo.

“E’ uno studio interessante – spiega il professor Antonio Lo Iacono, Presidente della Società Italiana di Psicologia (SIPs) e Presidente e fondatore della Associazione Italiana Psicologia Applicata (ASIPA) – che dimostra come l’essere umano imposti la propria vita e le proprie scelte partendo da istinti ancestrali, comuni anche al mondo animale”. Lo Iacono (che il 29 aprile terrà a Roma un convegno proprio su questi temi, dal titolo “Gli abbracci che mancano. Il tempo dell’incontro nella società veloce”) ricorda che i movimenti artistici che si sono ispirati a spigoli e forme taglienti, come il cubismo e il futurismo, sono sorti proprio in periodi storici segnati dalla guerra, in cui c’era bisogno di comunicare aggressività o di protestare contro qualcosa.

“L’inclinazione verso tutto ciò che non ha curve – spiega – è un segnale preciso e dimostra una incapacità di relazionarsi intimamente con l’esterno. Gli uomini che, ad esempio, preferiscono le donne magre, in un certo senso cercano nella spigolosità dei loro corpi lo spigolo che sentono di avere dentro. Hanno bisogno di un amore che rispecchi, anche visivamente, le asperità della loro psiche”.

Fonte: Repubblica (2010)

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