Published On: Mer, Apr 3rd, 2013

Quando la politica delinque

di DANILO COPPE –

Fornero Monti

A distanza di poco tempo, mi tocca ritornare su tematiche di tipo “politico”. Un argomento che mi fa venire l’orticaria solo a pensarci, figuriamoci a scriverne. L’ultimo pezzo l’avevo dedicato al Ministro degli Esteri Terzi che, alla buon’ora, ha avuto il buon gusto di dimettersi. Quali che siano le sue motivazioni, o le interpretazioni dei suoi colleghi alle stesse, non ha importanza. La vicenda dei Marò mi ha offeso come Italiano e pertanto tutti quelli che hanno avuto responsabilità dirette o indirette è giusto che in qualche modo paghino. Perché torno a parlare di politica se mi dà tanto fastidio? Forse perché recentemente ho letto un ennesimo libro sui Cavalieri Templari, ossia quei monaci-guerrieri che dal 1100 al 1307 circa caratterizzarono gran parte del Medioevo, nel mondo allora conosciuto. Tra le varie correnti interne al Templarismo alcuni cavalieri professavano una dottrina che li obbligava ad esercitare la propria missione attraverso tre strumenti: la parola, la penna e la spada. Seppur io sia in grado di utilizzare quest’ultima, me ne manca purtroppo l’opportunità, in quanto attualmente l’uso delle armi in Italia è sconsigliato a chi voglia restare a piede libero. Pertanto, se voglio fare il mio dovere di cittadino voglioso di contribuire a migliorare il nostro scalcinato Paese, non mi restano che la penna e la parole. E’ facile scadere nel “populismo”, o in quello che veniva impropriamente definito dai politici professionisti, negli anni ’70 del secolo scorso, “qualunquismo”.

Non c’è settore della “cosa pubblica” che funzioni a dovere e quindi le chiacchiere da bar possono trovare ampi filoni di discussione. La nostra classe politica si comporta come i musicanti del Titanic, che continuavano a suonare mentre la nave affondava. Loro però lo facevano animati da buone intenzioni, ossia per cercare di tranquillizzare i passeggeri in preda al panico. I nostri politici se la continuano a raccontare fra loro, cercando di ipnotizzare gli Italiani, poiché patologicamente incapaci di capire che la festa è finita. A nulla è servito il trionfo elettorale del Movimento a 5 stelle. A nulla servono le manifestazioni sempre più frequenti di intolleranza se non di disinteresse verso la politica di casa nostra. Gran parte della nostra classe dirigente e dei mass media hanno tenuto poco conto di un dato fondamentale scaturito dalle urne: il circa 25% di astenuti. Se a questo sommiamo il 25% di voti andati a Beppe Grillo ed ai suoi “dilettanti allo sbaraglio”, un chiaro e sacrosanto voto di protesta, abbiamo un quadro chiaro: un italiano su due ne ha le palle piene dei nostri rappresentanti istituzionali.

I professionisti della politica, ossia coloro che compongono gli schieramenti di centrodestra, di centrosinistra  e di “centro dipende”, non perdono occasione per dimostrare che se ne fregano di questo semplice concetto. E con la faccia come il deretano ci danno prove continue della loro tracotanza e di indifferenza della volontà popolare. Volete qualche esempio? Il partito chiamato “SEL”, quello di Vendola per intenderci, è stato sonoramente trombato alle elezioni recuperando un 3% circa di consensi. Un chiaro segno di scarso gradimento da parte degli elettori. Risultato? Una sua rappresentante occupa ora una delle 4 più importanti cariche dello Stato. Badate bene: non ho nulla contro Laura Boldrini, che ha un ottimo curriculum ed ha anche la faccia da intelligente. Però è innegabile che rappresenta una fetta di elettori del 3%. Nonostante questo è stata designata come arbitro fondamentale nella gestione della politica italiana. Non vi pare un segno di menefreghismo verso la volontà popolare? E ancora: Mario Monti è visto ormai da una marea di italiani come un “sopravvalutato”. Nonostante la sua effettiva competenza in materia economica è stato in grado di aumentare la pressione fiscale, di favorire in modo nauseante il benessere delle banche e di impedire ogni incentivo alla ripresa economica del Paese. Di Giulio Terzi abbiamo già parlato.

Un altro suo ministro, Elsa Fornero, in un momento di calo vertiginoso dell’occupazione, ha ridotto l’elasticità nei contratti di lavoro facendo passare definitivamente la voglia di assumere da parte degli imprenditori.

Che l’esecutivo Monti abbia quasi totalmente fallito nella sua missione non lo dico io. Nonostante la sponsorizzazione costante dei Capi di Stato e dei media europei, il Professor Monti, candidandosi alle elezioni ha rimediato tra l’8 ed il 9% dei consensi. Vuol dire molto meno del 7% dei votanti. Non mi sembra una standing ovation di gradimento. Eppure? In mancanza di una maggioranza democraticamente stabilita, è ancora lì, dov’era prima delle elezioni, con la prospettiva di restarci. Apparentemente a tirare a campare. Eppure, boiadunmondo, abbiamo avuto esempi in Europa di come ci si deve comportare quando non si riesce alle elezioni a definire una maggioranza assoluta: un governo di larghe intese. Hai avuto il 30% dei voti?Avrai il 30% dei ministeri.

Ma figurati! Sarebbe troppo logico! Come si fa a lottizzare ogni ruolo se si deve dividere la torta? Chissenefrega del benessere della Nazione! Viene da riflettere su quanto disse Mussolini ad un giornalista inglese che gli chiese se era facile o difficile governare gli Italiani. Il duce rispose: “È inutile”. Oggi se ci si chiede se serve votare o meno, la risposta pare la stessa. Tanto “questi” fanno quello che gli pare, in una criminale indifferenza ai problemi reali della gente. Continuate così. A quel punto senza essere “cavalieri” si passerà da “penna e parole” alle spade. O forconi che dir si voglia.

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