strozzini

Crescono senza sosta gli istituti di credito che in Italia assumono sempre più le sembianze di strozzini nell’erogare finanziamenti a favore delle imprese. Non esistono statistische esatte in grado di descrivere il fenomeno, anche perché le banche, in sede giudiziale, preferiscono siglare accordi di conciliazione allo scopo di non dare troppo visibilità alla questione. Tuttavia il problema è reale e, a conferma di ciò, interviene anche il fatto che la stessa Banca d’Italia ha posto l’accento sull’esigenza di rivedere il sistema di rilevazione dei tassi bancari. Davanti all’aumento esponenziale dei costi di gestione dei conti correnti, i titolari di piccole e medie imprese italiane hanno iniziato a rivolgersi a dei consulenti esterni per fare chiarezza. Tra queste società di consulenze c’è la Sdl Centro Studi, attiva a Brescia offrendo gratuitamente una prima analisi sui conti.
Negli ultimi due anni, la Sdl ha esaminato 20mila conti correnti intestati ad aziende, rivenendo nel 90% dei casi delle gravi anomalie. L’accertamento procede seguendo diverse fasi. In primis si verifica se il tasso applicato sia inferiore o meno al tasso oltre il quale siamo davanti all’usura. Ogni tre mesi Banca di Italia segnala infatti i tassi effettivi medi rilevati e segnala i tassi “soglia” su base annua per ogni categoria di operazione e per diverse fasce di importo oltre cui si accerta l’usura. L’altro terreno di analisi riguarda invece l’anatocismo, ovvero l’applicazione di interessi sugli interessi maturati che fanno crescere a dismisura il debito. In base ai dati diramati dalla società bresciana, che vanta 30 dipendenti, la quantità di denaro che le banche non avrebbero diritto a percepire e oscilla tra il 30% e il 70% di quanto invece prelevato dai conti.
Le banche, come già evidenziato, a seguito di una citazione preferiscono giungere ad una transizione amichevole evitando che sul fenomeno si accendano i riflettori. Grazie a questa strategia, gli istituti rimangono praticamente impunti anche perché l’Abi, l’associazione bancaria italiana, non è tenuta ad esercitare il controllo sui propri soci. A differenza della Banca d’Italia che, senza dubbio, dovrebbe iniziare a battere qualche colpo.

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