Published On: Ven, Mag 31st, 2013

Animalisti contro CNR: “Sperimentazione non è l’unica via”

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Vivisezione, sperimentazione animale. Il tema è delicato e profondamente etico ma, ormai, il confronto non può esulare da risultati scientifici. Nel senso che anche chi si schiera contro pratiche di questo tipo non lo fa più soltanto per il principio della difesa degli esseri più deboli, quelli che sono alla mercé dell’uomo. Lo fa perché la scienza ha fatto enormi progressi e messo in discussione anche “verità” ritenute assolute.E anche il Tavolo di confronto aperto al Ministero della Salutee voluto dall’ex ministro Balduzzi, va in questa direzione.

Si dialoga sulle vie della scienza e lo si fa tra pari: scienziati contro scienziati. Non scienziati contro animalisti. E’ un dato importante. In questo quadro riportiamo la presa di posizione dell’altro giorno degli scienziati del Cnr. E la replica, punto su punto, di Stefano Fuccelli, presidente nazionale del Pae, partito animalista europeo.

<È innegabile che la sperimentazione animale rappresenti un delicato dilemma etico. È altrettanto innegabile tuttavia che i grandi progressi della medicina e lo sviluppo di nuove terapiesiano stati possibili solo grazie all’uso di animali da laboratorio, utilizzo che sarà necessario anche per futuri sviluppi>. A parlare sono i ricercatori dell’Istituto di neuroscienze del Cnr, in un articolo nel Focus monografico di questo numero dell’Almanacco della Scienza.

La sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul problema <ha portato all’approvazione, in anni recenti, di legislazioni, come la‘Dichiarazione di Basilea’ del 29 novembre 2010, che regolano l’uso degli animali nella ricerca, con un miglioramento delle condizioni di stabulazione e l’eliminazione di inutili sofferenze cui le cavie potrebbero essere sottoposte>, ricordano i ricercatori.

Ma davvero non esistono metodologie alternative agli esperimenti sugli animali?  <Negli ultimi anni diversi enti si sono attivati in tal senso e anche il Cnr, tramite una collaborazione tra l’Istituto di biofisica e l’Istituto per i processi chimico-fisici, sta lavorando a una nuova tecnica chiamata Rdd(Rational Drug Design) che – spiegano i ricercatori – se dovesse superare con successo la fase di progettazione, consentirebbe per i nuovi farmaci una sperimentazione virtuale tramite un computer, riducendo ulteriormente la necessità dei test sulle cavie>.

Va ricordata, poi, <la norma entrata in vigore in Europa dal marzo 2013, che vieta in maniera assoluta l’utilizzo di animali per i test di tossicità dei cosmetici>. <Noi ricercatori lavoriamo nella
consapevolezza che la sperimentazione animale, condotta secondo le norme vigenti, rappresenta a oggi un passaggio inevitabile e non sostituibile della ricerca scientifica, a tutela di quanti devono essere sottoposti a terapie farmacologiche – ricorda Tullio Pozzan, direttore del Dipartimento di scienze biomediche del Cnr – le semplificazioni sulle cosiddette sperimentazioni alternative sono strumentali, perché a oggi nessun sistema in vitro può sostituire la complessità del più semplice organismo vivente>. Fin qui il contenuto dell’articolo comparso sull’Almanacco della scienza. Ma c’è chi, come Stefano Fuccelli, presidente del Partito animalista europeo, non è d’accordo.

<Contesto in toto l’affermazione di Tullio Pozzan, direttore del Dipartimento di scienze biomediche del Cnr. Pozzan ignora, fatto grave, che l’ipotesi di predittività del modello animale nello studio delle malattie umane, reazioni a farmaci, vaccini o sostanze destinati all’uomo non è mai stata verificata e rimane attualmente un fatto controverso. Non è infatti possibile reperire in letteratura alcuno studio di predittività/validazione del modello animale, seppure quest’ultimo sia notoriamente acclamato quale predittivo ed universalmente accettato come standard aureo. Le prove con animali sono prove a posteriori: solo dopo aver provato sull’uomo si può verificare la validità delle indicazioni ottenute dall’animale.>.

<La prova sull’animale è il miglior strumento per costruire curriculum e pubblicazioni “scientifiche”, – continua Fuccelli –  ma è soprattutto utile per fornire la risposta più favorevole agli interessi delle aziende produttrici: 1) la sperimentazione animale è l’alibi per una sperimentazione sull’uomo senza adeguate garanzie (è l’uomo la vera cavia per ogni nuovo prodotto immesso sul mercato); 2) la sperimentazione animaleconsente ai produttori di predeterminare la risposta di qualsiasi test (basta variare la specie animale usata); 3) la sperimentazione animale fornisce alle aziende produttrici “l’incertezza della prova”: consente di affermare, prima delle prove cliniche sull’uomo, che “non vi è pericolo” in quanto “tutti i test su animali sono stati fatti” .

Come pure di affermare, una volta avvenuto il disastro farmacologico, che le prove su animali non sempre sono predittive, permettendo alle aziende di aggirare le responsabilità penali, civili e il pagamento dei danni causati. In sintesi è grazie alla sperimentazione animale che le industrie del farmaco possono immettere sul mercato qualsiasi molecola anche se nociva e mortale per gli esseri umani solo per incrementare gli straordinari profitti ed evitare la galera in caso di disastro farmacologico, come spesso è avvenuto>.

Per poi proseguire: <Quando otterrò dal Sig. Pozzan la risposta in merito al contenuto del consenso informato per “arruolare” cavie umane su cui testare molecole accompagnate da una Investigator’s Brochure Versione 1, saprò dire se è in totale malafede oppure no>.

<Inoltre vorrei ricordare allo stesso direttore del Dipartimento di scienze biomediche del Cnr- conclude il presidente del Pae – l’inaugurazione del primo, ed aggiungerei storico, tavolo tecnico scientifico ministeriale “per individuare metodi alternativi che possano sostituire quelli attualmente in uso in cui si prevede l’impiego di animali”. Per la prima volta il Ministero della Salute apre al confronto con la ricerca alternativa ai test sugli animali. Per la prima volta dei ricercatori e scienziati non vengono nominati dalla lobby del farmaco>.

Fonte: Quotidiano.net

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