Published On: Mer, Mag 22nd, 2013

Banche, la Bce prepara un nuovo aiuto

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La Bce prepara un nuovo sostanzioso aiuto alle banche, ovviamente finanziato anche con i soldi dei contribuenti. Mille miliardi di euro prestati agli istituti di credito al tasso dell’1% (di cui 260 andati a quelli italiani) sono bastati soltanto a risanare i bilanci ma non hanno determinato benefici per l’economia reale. Adesso invece, per far ripartire i prestiti alle piccole e medie imprese, la Banca Centrale Europea sta pensando di tirare nuovamente fuori le cartolarizzazioni Abs (asset-backed securities) che hanno già provocato una serie interminabile di disastri durante la crisi del 2007-2008. In pratica si tratta di uno strumento per agevolare il lavoro alle banche che così sarebbero in grado di concedere i finanziamenti, incassando commissioni e parte degli interessi, scaricando i rischi su altri soggetti, anche di natura pubblica. Ma come funziona una cartolarizzazione Abs? Le banche erogano dei prestiti che, sulla carta, vengono intestati ad una società creata ad hoc, rimanendo così fuori bilancio. Tale società emette in seguito delle obbligazioni per un ammontare pari a quello dei prestiti concessi e paga gli interessi utilizzando le rate incassate dai debitori. Tramite questo escamotage, la banca che ha concesso il prestito, si priva del rischio di insolvenza del debitore e lo scarica su chi ha comprato le obbligazioni. Obbligazioni che, solitamente, sono di tre tipi: senior, mezzanine e junior. Le senior sono le più sicure ma offrono i rendimenti più bassi, mentre le junior si rivelano l’esatto opposto. I pagamenti avvengono “a cascata”, cioè, con le rate che pagano i debitori, ad esempio le imprese che hanno avuto un prestito, si pagano prima gli interessi delle obbligazioni senior e poi, con ciò che rimane, le mezzanine ed infine le junior. Risultato: se i pagamenti vanno avanti regolarmente non ci sono problemi. Ma appena scattano dei fallimenti, si finisce nei guai: per chi ha un titolo junior, sono sufficienti cali nell’ordine del 5%-10% nel valore del pacchetto di prestiti su cui è realizzata la cartolarizzazione per far sfumare l’intero investimento. Un effetto che il mondo della finanza conosce benissimo, dato che l’uso fuori controllo di questi strumenti aveva causato, nel 2008, la diffusione delle conseguenze dei crolli dei valori immobiliari.

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