Published On: Mer, Mag 8th, 2013

Borghezio-Kyenge: da che pulpito

borghezio

di SAMANTA REVERBERI – “La Kyenge è una scelta del c…o”: eccolo che torna il pluri-pestato Mario Borghezio, agitato come un bracco che stana un fagiano nella nebbia padana, ad aggiungere illazioni di parte alla sua copiosa enciclopedia del turpiloquio. L’europarlamentare non si è lasciato sfuggire un’altra delle tante occasioni adatte a manifestare la sua recondita intransigenza a certe nazionalità mondiali, né tantomeno avrebbe mancato nel crearsela da qui a breve; d’altronde il nuovo Premier Letta gliel’ha servita su un piatto d’argento, nominando il medico congolese Cécile Kyenge Ministro dell’Integrazione.
Come da registro, Mario non si è fermato a una manciata di ingiurie, ma ha aggiunto che questo “è il governo del bonga bonga” (un sottile anacronismo risuona nelle orecchie), che “Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato il posto in una Asl che è stato tolto a un altro medico italiano” e, ancora, che “ci vuole imporre le sue tradizioni tribali, quelle del Congo”.
Chi è quest’uomo, chi è questo tronfio populista dall’ombrello facile, quest’adultero delle realtà globali che tanto infuria nei comizi e si è lecitamente accomodato al Parlamento Europeo? Il curriculum di Borghezio è quantomeno vario: torinese ed esponente leghista, classe 1947, dagli anni ’90 ha collezionato cariche come consigliere comunale, deputato, Presidente del “Governo della Padania”, sottosegretario di dicastero durante il primo esecutivo Berlusconi, eurodeputato, appunto. Fiero della sua personalità marcatamente xenofoba, nauseato soprattutto dall’immigrazione, e protagonista di azioni offensive verso extracomunitari, oggi fa parte anche della Commissione per le Libertà Civili. Insomma, sarebbe come nominare Provenzano Ministro della Giustizia.
Lasciando sullo sfondo le mere attività lavorative di Borghezio, lo vogliamo ricordare come lui stesso ha deciso di manifestarsi pubblicamente, ricordando che, conseguentemente, è stato malmenato in più rounds. Da giovanissimo prende parte alla Legione, d’ispirazione razzista, poi alla Jeune Europe, dagli afflati nazional-rivoluzionari. Durante gli anni ’70 lo ritroviamo militante in Ordine Nuovo, gruppo neonazista giudicato mandante di diverse stragi avvenute dal ’69 al ’73, e lo colgono anche con un messaggio inneggiante al Führer e contro il giudice Occorsio, in lotta contro terrorismo nero, pochi giorni dopo l’omicidio del magistrato. Ironia della sorte, Borghezio è laureato in legge.
Successivamente approda alla rivista Orion, d’ispirazione fascista, cominciando a nutrire l’avversione verso tutto ciò che rappresenti l’Islam. Nel 2000 inizia la sua opera di “disinfestazione razziale”, spruzzando detergente su alcune donne straniere passeggere dell’IC Torino-Milano, galvanizzandosi davanti a complici telecamere, mentre due anni più tardi viene condannato per l’istigazione di un rogo nei pressi di una baraccopoli di extracomunitari a Torino. Negli stessi anni si avvicina a Forza Nuova, progenie di un movimento terrorista rumeno degli anni ’30, mentre nel 2007 le forze dell’ordine lo arrestano a Bruxelles per aver partecipato ad una manifestazione anti-islamica vietata. Le frasi “per me Mladic (sterminatore serbo) è un patriota” e “le idee di Breivik (terrorista norvegese) sono condivisibili” sono sue.
Grande provocatore, Mario ammette di preferire i mitteleuropei (ma davvero?). Ora Borghezio ce l’ha con la Kyenge, perché la congolese “ha la faccia da brava casalinga: sceglierla è un elogio all’incompetenza perché non ha l’esperienza per fare il Ministro”. Quindi casalinghe scordatevi la carriera politica, perché avete la faccia poco grottesca, poi lo spessore della vostra esperienza lavorativa è insignificante. Almeno militate in estrema destra.
Cécile, che risponde con fierezza di essere nera, oggi si batte per lo ius soli e l’abolizione del reato d’immigrazione clandestina, posizioni seriamente opinabili o non condivisibili, e in base alle quali giudicare un individuo diviene anche un diritto. Le azioni, pur dovendocela mettere, non dipendono dalla faccia, che non è il solo misuratore della capacità umana. Se così non fosse, non a torto, di un elemento come Borghezio si dovrebbe dire che ha la faccia da Brucaliffo isterico esagitato, e che se la scelta della Kyenge è “del c…o”, quella di trascinarsi in politica un personaggio come lui è un masochismo biblico. Ergo, Mario sarebbe sullo stesso piano di ciò che offende. La famosa zappa sui piedi. Avercelo noi il disinfettante.

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