Fuel pump

Le associazioni dei consumatori puntano il dito contro una “nuova ondata di rincari, che ha portato il prezzo della benzina di nuovo a quota 1,82 Euro al litro. Rincari ingiustificati ed inammissibili, dal momento che le quotazioni odierne del petrolio non segnano alcun rialzo (né il WTI né il Brent)”. “Secondo i calcoli dell’O.N.F., Osservatorio Nazionale Federconsumatori, invece di aumentare, – si legge in una nota diramata da Federconsumatori-Adusbef – i costi dei carburanti dovrebbero diminuire, dal momento che si trovano nettamente al di sopra del livello a cui si dovrebbero attestare”. “Da un confronto effettuato sulla base delle quotazioni del petrolio, tenendo conto delle variazioni del cambio euro/dollaro, emerge infatti che, a parità di costo della materia prima (ed ovviamente a parità di valori di accise e IVA), il prezzo della benzina si attestava a 1,75 Euro al litro. Questo significa – spiegano le associazioni – che vi è il margine per una diminuzione di almeno 7 centesimi al litro. Tali centesimi di troppo, in termini annui, comportano ricadute per gli automobilisti pari a +84 Euro per costi diretti (ovvero per i pieni di benzina), +68 Euro per costi indiretti (vale a dire per via delle ricadute dei costi dei carburanti sull’andamento complessivo di prezzi e tariffe)”. A detta dei presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, gli aggravi, “in un momento critico come quello che le famiglie stanno attraversando, risultano del tutto intollerabili.”

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