Published On: Mar, Mag 21st, 2013

Cibo e memoria

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di GIORGIA FIENI – La bontà di un prodotto o di una preparazione alimentare dipende da elementi oggettivi e soggettivi. I primi sono legati alla natura dell’alimento stesso, i secondi alla memoria di chi lo gusta. Avete presente la pubblicità di quei tizi che credono, sentendo un profumo particolare, di essere in un prato di fiori invece si accorgono di trovarsi in uno spogliatoio puzzolente in cui è stato spruzzato del deodorante??? Ecco, funziona più o meno così.

Siamo stati educati al gusto fin da bambini e il nostro palato ricorda perfettamente i sapori. Ecco perché non si dovrebbe trangugiare tutto senza pensarci: innanzitutto perché, fisicamente, il cervello subisce un calo di irrorazione di sangue e quindi rallenta le sue funzioni (è un allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità) e poi perché se mangiamo senza assaporare è come se non avessimo mangiato…ci siamo persi una componente fondamentale del cibo, quella legata alla storia e alla valorizzazione dei suoi singoli elementi…nonché alla convivialità, ovvero al piacere di condividere pensieri e riflessioni su ciò che è stato portato in tavola.

Altra funzione che compie la memoria è quella di associare alla pura nutrizione del corpo anche un beneficio per la mente…alleggerire i pensieri! Pensate solo a quando mangiate qualcosa con le mani (tipo un finger food o un gustoso hamburger o le patatine direttamente dal sacchetto), a quando riuscite ad accaparrarvi da un vassoio il pasticcino o il salatino che preferite o anche a quando vi rifiutate di mangiare qualcosa che non vi piace. Ecco, in quei momenti precisi l’accettare ciò che la memoria ricorda come “buono” e il rifiutare l’associazione con il ricordo “cattivo” aumenta la vostra autostima e migliora il vostro equilibrio emotivo…siete capaci di distinguere, di scegliere, di imporre il vostro volere, e lo fate nel pieno rispetto di voi stessi e degli altri.

La memoria è quindi fondamentale per il nutrimento, perché è capace di dargli valore, di tenerne in serbo le qualità oggettive e di farci rimanere la curiosità e la voglia di volerlo riassaggiare il prima possibile.

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