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Il 60% del reddito mensile delle famiglie italiane viene consumato dalle spese obbligate come bollette, affitto e rate del mutuo. Un dato che, di conseguenza, pregiudica fortemente i consumi che, nel breve e lungo periodo, sono destinati a diminuire. A fornire questa stima è la Confederazione italiana agricoltori che lamenta come i prezzi dei generi alimentari continuino a salire (+2,7% ad aprile) “ben al di sopra del tasso d’inflazione”.
I prezzi al consumo, secondo la Confederazione, crollano ai minimi da oltre tre anni “ed è certamente un dato positivo se preso singolarmente: purtroppo però il risultato di aprile e’ frutto di un contesto economico recessivo segnato da una crisi profonda e da un crollo senza precedenti dei consumi delle famiglie, che segnano quota -4,2% nel primo trimestre dell’anno”. Ciò determina l’aumento del numero delle famiglie (13,8 milioni) che preferisce fare la spesa in discount e hard-discount. A detta della Cia sono quindi necessari interventi urgenti “perchè la ripresa economica dipende dallo stato di salute delle imprese e dei consumi interni, che ora sono in condizioni critiche”.

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