TeatroRegio

Simon Boccanegra e i Masnadieri sono le uniche certezze del Festival Verdi 2013, le opere che andranno sicuramente in scena al Teatro Regio nonostante i debiti ed un programma allestito con il fiato costantemente sul collo, una precarietà che ha quasi rischiato di soffocare ogni possibilità di successo.
Un terzo titolo, Falstaff, è stato inserito nel cartellone del Verdi di Busseto, ma si tratta soltanto di uno slancio di puro ottimismo: manca ancora del tutto, infatti, la copertura economica.
Il Festival partità il 30 settembre con il concerto sinfonico della Filarmonica della Scala diretta dal maestro italiano Riccardo Chailly e terminerà il 31 ottobre, con la Messa da Requiem interpretata dall’Orchestre National De France diretta da Daniele Gatti. Le celebrazioni verdiane, che si dipaneranno lungo 51 eventi, si svolgeranno in modo dignitoso grazie alal presenza di nomi di prestigio e grandissima caratura internazionale come il direttore Yuri Temirkanov, chiamato a dirigere la Filarmonica Arturo Toscanini e il Coro del Teatro Regio di Parma.
Per il direttore artistico, Paolo Arcà, l’offerta rappresenta “una sfida vinta”.  “Fino a pochi mesi fa questo festival non c’era, ora dico con orgoglio che la proposta è di qualità e di alto livello” ha dichiarato. Gli eventi in programma, promossi come negli anni precedenti da spot sui canali Rai e Mediaset, avranno un costo di 1milione e 900mila euro, coperti per intero dai finanziamenti della legge speciale per il Bicentenario verdiano e da sponsor privati.
“E’ un risultato che ha dell’incredibile –  ha commentato Federico Pizzarotti nel corso della presentazione ufficiale del programma (alla quale era assente l’assessore alla Cultura Laura Ferraris: dimissioni a breve?) – se pensiamo che si partiva da una situazione di risanamento. Questo ci riempie di orgoglio, ma se siamo qui è grazie allo sforzo di tutti i parmigiani, delle aziende e delle istituzioni che hanno sostenuto uno dei fulcri turistici e culturali della città”. “E’ tempo di superare le polemiche e gli steccati, egoismi e dispetti. Bisogna collaborare e fare sistema – ha ribadito il sindaco – per portare avanti i valori di un progetto unico”.
Per quanto riguarda il dubbio che avvolge il Falstaf, l’amministratore esecutivo Carlo Fontana ha spiegato che è in corso una collaborazione con il sindaco di Busseto per trovare una formula che renda economicamente sostenibile il progetto”. “Il problema è che il teatro di Busseto – ha chiarito l’assessore alla Cultura del paese verdiano, Fabrizio Cassi – non attinge al Fondo unico per lo spettacolo, quindi tutti gli eventi si fanno partendo da zero. Vanno fatti gli sforzi necessari per la copertura del Falstaff, il primo evento che Parma e Busseto possono allestire insieme”. Una richiesta, più o meno velata, rivolta a Pizzarotti affinché dia un contributo alla messa in scena dell’opera.
“Essere riusciti ad impostare la manifestazione, stanti le note difficoltà, è sicuramente un fatto positivo, pur se rimangono delle preoccupazioni di natura economica, legate, ma non solo, al bilancio della Fondazione” è invece intervenuto il senatore del Pd, Giorgio Pagliari. “L’opera di risanamento finanziario illustrata merita sostegno, ma non cancella i problemi. Il Teatro Regio, e con esso, il Festival Verdi, – ha aggiunto – sono un patrimonio da salvaguardare sia per il prestigio e la storia del teatro, che per il contributo che può dare all’economia del nostro territorio, fungendo da stimolo per il turismo”. “Occorre che tutta città e tutte le realtà della città – ha concluso l’esponente democratico – vengano chiamate a lavorare insieme all’obiettivo comune di una rinascita della città, oggi più che mai necessaria quanto possibile”.

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