Published On: Mar, Mag 7th, 2013

Media Mediocri

di DANILO COPPE –

Talkshow

Quando, nelle mie chiacchiere da bar, mi lamento della visione di tanti programmi demenziali come, ad esempio la maggior parte dei reality, l’obiezione che mi viene subito ribattuta è: si vede che piacciono per cui la TV trasmette quello che piace. Sarà sicuramente vero. Però faccio fatica ad accettarlo. Stesso discorso per certe pubblicità che sembrano rivolte ai mentecatti. Quindi mi dovrei rassegnare a questo degrado degno del film “Idiocracy” di cui consiglio la spassosa visione a tutti i lettori di Zerosette. Quello che mi ruga da bestia è, invece, quando vedo che ad indirizzare le scelte editoriali sono biechi interessi di bottega politica. Mi riferisco ai mezzi di informazione in generale ed a quelli televisivi in particolare. E’ vero che la scelta del nuovo governo o l’elezione del presidente della repubblica sono momenti fondamentali per la nostra vita quotidiana, ma accidenti, la pagina politica dei TG principali è ormai dilagante per l’80 o anche il 90% dell’intera durata. In un momento in cui i cittadini stanno dimostrando la maggior insofferenza al ruolo dei leader di partito ecco che ce li propinano con una frequenza asfissiante. Quasi a voler dire: non vi piacciamo? Vogliamo piacervi con la forza. Il fatto è che non perdono un’occasione per far venire il mal di pancia agli Italiani. O si comportano come degli ossessionati dalla poltrona o si comportano da dilettanti. Servizi che occupano mezzo TG sono stati fatti per le esternazioni della Biancofiore o di Becchi. Entrambi dicono cose che pensano gran parte degli Italiani. Però non possono dirle o per il ruolo che ricoprono o per semplice opportunità. La notizia dovrebbe essere confinata in due/tre minuti. Macché! Mezzo TG e qualche puntata di approfondimento sui soliti canali di prima serata. Sono convinto che se facessero in contemporanea qualche puntata di Orzowei o di Furia Cavallo del West, questi ultimi farebbero ascolti da record. E perché? Perché nonostante la crisi della politica, gli editori televisivi o della carta stampata restano comunque più o meno tutti lottizzati dai partiti. E così si fa fatica ad essere informati su quello che succede nel mondo. In Siria, ad esempio, c’è un massacro quotidiano. Un’autobomba indirizzata verso un avversario di Assad ha fatto un massacro senza centrare l’obiettivo. Ho dovuto andare su Internet per saperne di più. I Cinesi continuano a massacrare i tibetani. Continuano gli arruolamenti di bambini soldato in Costa d’Avorio, in Somalia, In Congo, in Sudan ed in tanti altri Paesi con cui si hanno rapporti internazionali. L’infibulazione, questa barbara ed assurda pratica, viene compiuta in Egitto, Sudan, Somalia, Eritrea, Nigeria, Senegal, Guinea ed altri Stati ancora. Se ne parla troppo raramente. Notizie troppo lontane per interessare gli Italiani? Allora che ne dite del fatto che da tre anni non si appaltano lavori all’Aquila? Oppure che in Emilia non è ancora arrivato un euro per il terremoto di un anno fa? Ci sono voluti i soliti programmi come Striscia la notizia o Le Iene per dedicare un po’ di spazio a questi abomini istituzionali. Ma, come sempre, hanno costituito la cosiddetta “lettera morta”. Paradossalmente, i giornali o i Tg scoprono i “casi” quando finiscono sui programmi satirici. Come la questione dei dipendenti del Senato che timbravano il cartellino al mattino ma poi uscivano a farsi gli affaracci loro. Vogliamo, come cittadini, sentire la notizia in prima serata e vogliamo che i responsabili filmati vengano licenziati in tronco. Punto. Non abbiamo bisogno di vedere il politico occasionale che con l’espressione greve dice che la questione è all’esame e che verranno presi provvedimenti. Questa si chiama “truffa ai danni dello Stato”. Se a compierla è un libero professionista viene arrestato, denunciato e rovinato. Abbiamo eternamente scolpito nella memoria il reinserimento negli organici della SEA (società gestione aeroporti) di quei balordi che rubavano nei bagagli dei passeggeri. Una cosa da conati di vomito ogni volta che ci si pensa. I dipendenti pubblici sono iper-stra-tutelati. Qualsiasi cosa facciano. Per cui non aspettiamoci chissà quali provvedimenti a carico dei furfanti del Senato. In ogni caso sarebbe bello che se ne parlasse di più di questi eroi del mondo politico. Parlarne tanto renderebbe meglio l’idea dell’atrocità commessa e quindi spingerebbe davvero chi di dovere ad attuare provvedimenti drastici. Invece no, ci tocca sorbirci ore ed ore di dibattiti sterili sulla sfumatura della frase di Berlusconi, di Letta o di Bersani. Con dovizia di particolari.
Perché viene letta dagli anchorman (in 30 secondi), come fosse la nascita di un cucciolo di panda, la notizia di quel datore di lavoro che è stato condannato perché durante una rapina il suo impiegato è rimasto ferito? Non vi pare una “italianata” degna di maggiore attenzione?
Bravi “politici”, continuate così ad invadere l’informazione. Avete capito tutto. Beppe Grillo ha ragione da vendere nell’invitare i propri parlamentari a non partecipare ai dibattiti televisivi. E’ un modo per non stomacare. Bravi Direttori editoriali, reggete il sacco ai politici. Poi non lamentatevi se calano le vendite o gli ascolti.

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