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Il rischio BSE in Italia è divenuto ‘trascurabile’, ovvero è sceso al livello più basso nella classifica di rischio dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale (Oie). Lo riferisce il ministero della salute. Con risoluzione adottata nell’ambito della consueta assemblea generale annuale, l’Oie ha ufficialmente sancito ieri per l’Italia il nuovo stato sanitario per l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE).

Insieme a Giappone, Israele, Olanda, Slovenia e USA, l’Italia va quindi ad aggiungersi agli attuali 19 paesi, su 178 aderenti all’Oie, che hanno raggiunto la qualifica sanitaria di rischio minore BSE. “Il raggiungimento di un risultato così importante – sottolinea una nota del Ministero – è il frutto di un costante lavoro, iniziato nel 2001, effettuato dai nostri Servizi Veterinari centrali e territoriali, dai laboratori degli Istituti zooprofilattici sperimentali, dal Centro di referenza nazionale e dall’Istituto Superiore di Sanità.

Le misure sanitarie adottate, tra le quali il costante monitoraggio attraverso l’effettuazione di oltre 7 milioni di esami diagnostici, sono stati gli strumenti fondamentali per questo importante successo”. “E’ con particolare soddisfazione – afferma Luigi Scordamaglia, vicepresidente di Assocarni e di Federalimentare – che accogliamo il riconoscimento concesso all’Italia dall’Oie, che sancisce finalmente quanto da noi da sostenuto e cioé che in Italia il rischio BSE è ‘trascurabile'”.

Secondo Scordamaglia, questo “apre nuove opportunità per la filiera zootecnica sui mercati terzi, dando finalmente ragione, con dati oggettivi, a chi ha sostenuto sin dall’inizio che il nostro Paese è stato solo marginalmente toccato da tale patologia”.

Fonte: Ansa

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