Riceviamo e pubblichiamo:

401381_147997691982676_805908718_n

Nel 2012 la Commissione Ambiente impegnò l’Esecutivo a stanziare risorse per la sicurezza idraulica e il ristoro dei danni. Prima serviva un accertamento ministeriale. E’ stato fatto?

“Mentre l’Appennino parmense è alle prese con le frane, non posso dimenticare che sul nostro territorio il comune di Sala Baganza, dopo il drammatico nubifragio dell’11 giugno 2011, non ha ancora ottenuto le risorse necessarie per la messa in sicurezza idraulica e per il ristoro
dei danni subiti dalla popolazione civile. Sono passati due anni e ho ritenuto di interrogare il Ministro Andrea Orlando, al quale rappresenterò di persona la situazione salese, non appena il Ministro incontrerà i parlamentari dell’Emilia-Romagna per discutere dello stato d’emergenza e dei danni causati dalle frane”.

Patrizia Maestri, deputata del Pd di Parma, riprende così una vicenda che colpì pesantemente Sala Baganza e la pedemontana, nelle quale perse la vita anche un cittadino. Una vicenda arenatasi nei cassetti ministeriali, nei cui atti la Maestri ha scavato: “Grazie all’impegno dell’onorevole parmigiana Carmen Motta, il 1 agosto 2012 la Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera approvò una risoluzione, che impegnava il Governo a valutare la possibilità di individuare ogni iniziativa utile per un programma di interventi e risorse volti alla messa in sicurezza idrogeologica del territorio, per il ristoro del danni subiti nonché per misure fiscali a sostegno dei cittadini e delle imprese colpite”.

Unica precondizione, posta dall’allora sottosegretario Tullio Fanelli, era un’ulteriore valutazione sulla portata degli eventi in questione, affidata al Ministero dell’Ambiente e al Dipartimento della Protezione Civile.

“Voglio scoprire se il Ministero abbia svolto questi accertamenti doverosi e, in caso di risposta negativa, ho chiesto al Ministro Orlando di attivarsi per predisporli – spiega la Maestri –. Come ho ripetuto anche davanti alle popolazioni messe in ginocchio dalle frane, l’unica difesa che abbiamo contro gli eventi climatici è la prevenzione. In caso contrario, ci troveremo sempre a dover rincorrere le emergenze, con costi esorbitanti, non solo economici”.

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: