Published On: Gio, Mag 30th, 2013

Vicenda “Ikea”: botta e risposta tra Ghiretti e M5S

IKEA_2008

Acesso confronto tra il consigliere di Parma Unita, Roberto Ghiretti, e il gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle sul tema dell’apertura di un centro commerciale nell’area che circonda l’Ikea.

Questa la dichiarazione di Ghiretti:

“Ci sono misteri che, nonostante tutta la “trasparenza” sbandierata dal Movimento 5 stelle, davvero non si riescono a comprendere. Perché si è riunita ieri sera, con tanto di ex assessori nel ruolo inconsueto di testimoni, una commissione per discutere del Piano urbanistico attuativo Ikea? Ad oggi non ci è dato saperlo. Si attendevano parole chiare da parte dell’assessore Michele Alinovi, il quale ha di fronte due strade: o far rispettare la legge non consentendo l’apertura di alcun centro commerciale nell’area che circonda il megastore svedese o cercare di mettere a punto una variante al Pua che ne permetta l’insediamento. Parole chiare che non solo non sono arrivate, ma sono state sostituite da una generica e fumosa volontà di ricostruire la genesi di un percorso amministrativo che in realtà è già agli atti.

La sola cosa emersa con forza è l’imbarazzo evidente dei consiglieri 5 Stelle a prendere una decisione che, almeno in superficie, appare semplicissima: applicare interamente le prescrizioni in vigore allo stato attuale.

E si tratta di un imbarazzo davvero difficile da comprendere, soprattutto se espresso con la formula “come faremo a giustificare alla città l’esistenza di capannoni abbandonati?”. Quando si è trattato di far chiudere le attività commerciali in piazza Garibaldi non mi pare che qualcuno dalla maggioranza si sia alzato per porre questo tipo di problema. Anzi, a fronte di una legge chiara, ci si è vantati di averla fatta rispettare in modo inflessibile, noncuranti del fatto che oggi i parmigiani si ritrovino la piazza centrale della città semi deserta.

Il richiamo dell’assessore Alinovi ad una scelta condivisa da parte dell’intero Consiglio comunale, alla luce dei dubbi amletici dei grillini, mi fa pensare che l’assessore sia in difficoltà di fronte a richieste irricevibili che provengono non solo dall’impresa che ha realizzato i capannoni ma anche dall’interno della sua maggioranza. Se così fosse si tratterebbe di un fatto grave, che segna una spaccatura profonda tra un assessore e i suoi consiglieri e che non può essere mascherato con il tentativo di individuare nel passato guasti che, allo stato degli atti, non esistono.

Per quanto mi riguarda la posizione su questa vicenda è chiara: in quell’area non è mai stata prevista la nascita di un ulteriore centro commerciale, le prescrizioni giuridiche sono chiare e l’unica cosa di cui non ha bisogno Parma in questo momento è di un nuovo polo che impoverisca le imprese commerciali del territorio. Se poi esistono retroscena di cui non ci è dato di sapere in questo momento, invito la maggioranza ad uscire allo scoperto e dichiarare apertamente le proprie intenzioni, nello spirito di quella trasparenza di cui faccio sempre più fatica a cogliere i segni”.

Questa, invece, la replica della maggioranza in Consiglio comunale:

Il consigliere Ghiretti sembra non apprezzare il voler condividere i passaggi che hanno portato ad una situazione quantomeno strana riguardo al PUA San Giovanni (per capirci, il comparto Ikea).
Forse, se fosse stato presente anche lui alla commissione di Lunedì, avrebbe potuto valutare dal vivo la questione e non per “sentito dire”.
Consigliere, spesso in aula la sentiamo lamentarsi di partecipazione e di condivisione mancanti, quindi ci sorprendiamo che sia proprio lei ad accusarci per una commissione che aveva un obiettivo: condividere e conoscere. Probabilmente lei, avendo fatto parte della scorsa Amministrazione, era già a conoscenza di tutto.
Ci chiediamo però cosa ci sia di sbagliato nel portare in commissione una discussione del genere. Forse lei non condivide, ma per noi informarsi e studiare insieme un percorso che presenta ancora molte ombre, in un incontro aperto al pubblico e con la presenza dei principali protagonisti, è trasparenza.
Noi preferiamo conoscere le situazioni in modo diretto e non solo attraverso giornali o conoscenti, come sembrano fare alcuni di quelli che ci criticano in Consiglio!
Ci sembra naturale fare luce su una questione così importante per la Città;
ci dicono che non dobbiamo usare lo specchietto retrovisore, ma non si sa mai che guardando indietro notiamo che a frenare la nostra auto c’è troppo spesso un rimorchio di cui non si conosce appieno il carico, ma che non manca di farsi sentire e di sorprendere.
Lei parla di proposte irricevibili fatte all’Assessore da parte della Maggioranza. Crediamo che stia facendo molta confusione o, ancora peggio, che cerchi di inventarsi fatti inesistenti con l’unico fine di essere ben visibile sulle prime pagine dei giornali.
La vogliamo comunque rassicurare, la spaccatura tra Assessore e Maggioranza è un altro frutto della sua fervida fantasia”.

Questa l’ulteriore controreplica del consigliere Ghiretti:

“Apprezzo e condivido volentieri qualunque sforzo fatto in nome della conoscenza e della trasparenza. Purtroppo il caso della commissione sul Pua San Giovanni svoltasi lunedì scorso non ricade in nessuna delle due fattispecie.Cercherò di essere chiaro nella speranza di poter ottenere risposte su un punto secondo me fondamentale: perché un assessore sente il bisogno di chiedere un voto unanime del Consiglio comunale per far rispettare prescrizioni che risalgono ad una delibera regolarmente approvata nel 2006?Perché questo appello se l’orientamento della minoranza sulla vicenda è già stato ampiamente esplicitato, ed è quello di applicare la legge tout court?La mia sarà un’illazione, per carità, ma viene spontaneo sospettare che evidentemente n ella maggioranza c’è chi vorrebbe una soluzione diversa, se no non ci sarebbero voti unanimi da richiedere.Certamente si tratta di una considerazione basata su quanto mi è dato di sapere. Se poi il movimento 5 stelle vorrà, bontà sua, rispondere nel merito delle questioni da me sollevate, sarò magari nella condizione di uscire dal campo delle illazioni.Al momento l’unico fatto è che attorno all’Ikea sono nati edifici che possono essere adibiti unicamente a magazzino o artigianato. Dove sta il problema? Nel fatto che il proprietario degli immobili desidera aprire un centro commerciale?Bene, vista la questione, mi sarei aspettato una commissione dove, esaminata la genesi degli atti, si fosse fatta una proposta: “consentiamo un cambio di destinazione d’uso” o “non lo consentiamo”-Invece l’assessore ci dice che farà ciò che deciderà il Consiglio comunale, invocando un voto unanime senza il quale lui – dice Alinovi – “non si prenderà responsabilità”.Se vi pare che questo sia un contributo alla chiarezza e alla trasparenza allora io sono un marziano e chiedo scusa a tutti per avervi disturbato!”.

 

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Video Zerosette