Crimi Lombardi - Nonleggerlo

di DIEGO GUSTAVO REMAGGI – Ogni volta che in televisione (o, in streaming) Vito Crimi e Roberta Lombardi si presentano assieme il pensiero vola sospeso tra il faceto e il disperato a simpatiche macchiette comiche che si vedevano una volta in tv.
L’uno accanto all’altra smuovono qualcosa che non è nemmeno definibile sociologicamente, è un qualcosa di archetipico, di ancestrale. Sembra di vedere la tipica coppia al supermercato il sabato pomeriggio. Lui che spinge il carrello disorientato dalle luci e dai colori di un mondo fatto di biscotti e merendine, lei che, quasi seccata, ha una lista precisa dei prodotti da acquistare e non ha tempo per vedere se c’è una birra in offerta.
Immaginate il mondo che si può creare attorno a due personaggi simili: della vita reale così come della fantasia.
Immaginate una riunione di condominio in cui si elegge un amministratore per sbaglio, una riunione-rissa in cui c’è chi piange, chi si auto-accusa, chi viene buttato fuori, chi – con delega alla mano – si scontra con altri delegati e imperversa a suon di tweet e post su Facebook.
Immaginate un camionista che entra in un hotel di lusso e che si fa chiamare “Nik il Nero”, accanto a lui gli amici dell’autogrill di Modena Sud che vagano tra i corridoi “a 5 stelle” senza giacca, con la Coca-Cola nei bicchieri di carta, con apriscatole in mano, che arrivano al bancone del bar, si guardano tra loro ed esclamano: “Ahò, ma chi è che doveva pagare?”.
Ma ritorniamo alla coppia Crimi e Lombardi. La vedete? Lei è sconsolata? Sì, è un momento bruttissimo, non tanto perché il marito le ha dato dell’”onorevole” quando lei vuole essere chiamata solamente “cittadina”, ma perché ha smarrito 250 euro di scontrini che poteva farsi rimborsare al supermercato ed ora è lì, con le mani sulla fronte, in attesa che qualcuno, su Facebook, le suggerisca cosa fare. Il marito, nel frattempo, dorme e questo, come prevedibile, non gioca a suo favore.
La moglie quindi, l’indomani, sfoga la sua rabbia repressa e supera il suo psicodramma prendendo tutti a male parole. Dà del “nonno” a Napolitano quando lo incontra per strada, vede Bersani seduto davanti  a lei e gli dice: “Sembra di stare a Ballarò”, ride isterica sul posto di lavoro mentre un suo collega riflette sulla conformazione poco ergonomica delle scrivanie, tutte in discesa.
La vera star però è un’altra, un comico – seguitissimo dalla coppia delle mille sventure – le cui battute sono sempre esilaranti: “è finita”, “tutti a casa”, “siete morti”, “l’Italia fallirà in autunno”, “internet per tutti”, un comico surrealista, che è in Parlamento ma di fatto non c’è, che organizza una marcia su Roma ma poi non ci va, che è il presidente di un partito che non è un partito ma un movimento che ha uno statuto-non statuto con onorevoli non onorevoli ma cittadini che fanno conferenze in cui non ci sono domande.
Immaginate la testa di Vito Crimi davanti a tutta questa metafisica.
Immaginate Roberta Lombardi è pronta a bacchettarlo, e a sputtanarlo su Facebook, ad ogni sciocchezza. Ecco, immaginateli insieme, lui con la testa bassa e lei con la bacchetta in mano.
Non portereste a casa con voi un cucciolo di Crimi?

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