Published On: Mer, Giu 12th, 2013

Cibo da fumetti

Snoopy-Woodstock-Thanksgiving-Dinner

di Giorgia Fieni – Un divertente articolo di Leonardo Romanelli pubblicato su “La cucina italiana” mi ha fatto riflettere sul rapporto tra il cibo e i fumetti…bhe, dopo i vip e il rock era forse una tappa quasi obbligata. Chi li disegna è portato per natura a ironizzare su ciò che lo circonda e mangiare e bere sono due azioni che possono caratterizzare una persona…anzi, un personaggio! Nessuno riesce a immaginare Poldo (l’amico di Braccio di ferro) senza un hamburger in mano e Obelix senza il cinghiale come ricompensa per le sue avventure! A proposito…come ci fa notare Romanelli, Goscinny e Uderzo nelle loro bandes dessinées distinguono i popoli europei proprio usando l’alimentazione: “i Belgi con le patatine, gli Elvezi con la fondue, i Britanni con il tè. Per finire con i Corsi, il cui formaggio stagionato diventa un’arma letale, quasi a sancire la differenza, anche gastronomica, tra i transalpini e gli isolani”. E parlando di latticini, la mia mente corre subito alla piccola Heidi che, in una baita in montagna con la sola compagnia del nonno e delle caprette, beve latte mungendoselo direttamente in bocca e scioglie il formaggio su un fuoco scoppiettante per gustarlo voracemente sul pane!!! Senza contare l’acqua fresca che sgorga direttamente dal ruscello!!! Cibo gustoso e naturale (a km zero potremmo dire) capace anche di irrobustire le gambe della sua sfortunata amica Clara! I maschietti invece potevano contare sui fumetti di Tex Willer o Zagor, che mangiavano fagioli e bistecca e bevevano birra. Tutti loro hanno sognato almeno una volta di bivaccare davanti a un fuoco nel deserto, dopo una scorribanda a cavallo, proteggendosi la bocca dal fumo con un fazzoletto, arrostendo la carne e le salsicce e sentendosi veri uomini sotto le stelle. Sensazione impagabile direi. E infine, la regina a fumetti dei fornelli, colei che è stata capace di sfornare torte e biscotti da favola tenendo a bada contemporaneamente la fattoria e i tre vivacissimi nipotini: Nonna Papera. Coi suoi occhialetti e il grembiule (ma senza dimenticare mai le scarpe coi tacchi), Disney ha creato un personaggio capace di accontentare femmine e maschi: è una brava massaia, perfetta in tutto, ma sa anche imbracciare il fucile per difendere se stessa, la sua proprietà e la sua famiglia, all’occorrenza. Il suo successo è stato tale che ne è anche uscito un manuale apposito (sulla falsariga di quello delle giovani marmotte di Qui, Quo e Qua), con le ricette spiegate passo passo: dai nomi fantasiosi (gli gnocchi di Paperino, i bocconcini di Ezechiele, i popcorn di Cip e Ciop) ma che raccontavano la storia del cibo e che insegnavano ai bambini che la cucina può essere molto divertente.

Esattamente come i fumetti.

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