Published On: Mer, Giu 26th, 2013

Come fosse niente

orologio_noia-570x300

di MASSIMILIANO PARENTI – Quando i farabutti la pagano e sembrano essere orientati ormai verso una fine indecorosa dei loro giorni, tendenzialmente gli avversari – politici soprattutto – brindano insieme e si ritrovano coinvolti in manifestazioni di giubilo per festeggiare l’accaduto. Non paragonerò le due situazioni perché sarebbe a dir poco eccessivo, ma quando alcuni personaggi politici di dubbia integrità morale finiscono i loro mandati (spesso nella violenza), sono accompagnati dai boati delle piazze e dallo sventolamento delle bandiere dei colori opposti. Dopo la sentenza a sette anni di prigione e interdizione a vita dai pubblici uffici per il cavalier Silvio, tutto taceva. In primis, gli “avversari” politici sembravano quasi dispiaciuti. Inciucio o meno che sia, sono ben consapevoli che toccherà loro tenerselo stretto altri anni se vogliono “condurre la nave” fuori dalla tempesta senza fine della nostra era, da soli non hanno i numeri né le forze e se per caso B. dovesse fare lo sgambetto prima di defilarsi (sembra un’opzione credibile?), sarebbe il caos sotto le nubi. Se il governo dovesse cadere un’altra volta grazie a una sua spinta, oltre ad essere eletto un altro presidente del consiglio non scelto da noi – il terzo di fila – le reazioni dei mercati sarebbero prevedibili. La tempesta diventerebbe un ciclone. Ecco perché le prime reazioni del Pd alla lettura della sentenza sono pressappoco riassumibili con una parola: indifferenza. Come biasimarli, dunque. Forse, a ben vedere, la truppa di Epifani ha scelto il male minore e ha trattato l’evento come se si trattasse di una partita di calcio finita zero a zero. Godere sì, ma in silenzio, ricorda la scena in cui Fantozzi è costretto a uscire dal campeggio per poter urlare dopo essersi martellato il pollice. I membri della sinistra che gioiscono per l’evento – probabilmente pochi – non hanno potuto farlo liberamente; ritengo degna di stima invece la reazione di Vendola, coerente con le proprie battaglie.

La reazione su cui è doveroso soffermarsi credo sia da parte di coloro che hanno accolto la notizia con uno sbadiglio: troppo abituati a vedere la malavita impunita, troppo abituati all’Appello, al Secondo grado e quant’altro. Purtroppo faccio parte di questa categoria. Per farla breve, dall’esterno la reazione di queste persone è la stessa del Pd – apatia, noia – ma privatamente non accade sul serio nulla. In un mondo migliore avrei gioito, avrei avvertito lo stesso brivido che si prova alla fine de “Gli Intoccabili” alla condanna di Al Capone, ma invece nulla di tutto questo è accaduto. Ecco svelato l’arcano posto all’inizio, ecco i motivi per cui nessuno ha esultato. Siamo tutti ben consapevoli che troveranno il modo di aggiungere al prossimo decreto interpretativo due commi che rendono innocenti gli ultrasettantenni più bassi del metro e settanta. “State calmi – ci suggerisce l’abitudine – non ci andrà neanche questa volta e tra qualche mese sarà ancora al 35%”.

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Leggi Zerosette online

Edizione dal 25-11 allo 08-12-20




Video Zerosette