Published On: Gio, Giu 6th, 2013

Conoscere il mondo, imparare la solidarietà: si conclude il progetto promosso dalla Provincia “La solidarietà fra le pagine dell’Atlante”

Atlante sala web

Un appello corale ai cittadini a riprendere l’adozione a distanza è quello lanciato oggi da Marcella Saccani, assessore provinciale alle Politiche sociali, insieme alle associazioni che la promuovono, al termine dell’incontro che ha concluso la quarta annualità del progetto “La solidarietà nelle pagine dell’Atlante”. Un progetto basato su un intreccio di tanti saperi: la scuola, il volontariato, la cooperazione internazionale e le associazioni di immigrati, una iniziativa promossa dalla Provincia per avvicinare bambini e ragazzi ai temi e agli strumenti della solidarietà internazionale e far emergere il significato e il valore profondo del sostegno a distanza.
Questo progetto negli anni ha accresciuto la propria popolarità arrivando in questa edizione a numeri da record: 60 le classi partecipanti, più di 1000 gli studenti coinvolti, dai più piccoli della materna di Neviano a quelli delle primarie (14 classi) alle secondarie di primo grado (14 classi) alle superiori con 27 classi; complessivamente 19 gli istituti scolastici del territorio in cui hanno lavorato le 23 le associazioni di volontariato che operano, e cooperano, nel mondo occupandosi di progetti.

Avevamo bisogno di allargare la conoscenza e la consapevolezza su questo atto di solidarietà quale è il sostegno a distanza, ragionando con bambini e ragazzi del perché esistono in alcune parti del mondo determinate condizioni di vita per l’infanzia. La sintesi del lavoro svolto ci aiuta a riflettere sul fatto che questo canale di solidarietà deve restare aperto” – ha spiegato Saccani a margine dell’incontro.

Già perché la crisi economica non ha certo fatto un favore all’adozione a distanza. Dai dati diffusi oggi dalla Provincia, che coordina il tavolo a cui siedono le associazioni che se ne occupano, risulta che, anche se il numero complessivo resta elevato ( 25.266 nel 2012) dal 2009 se ne sono perse 203 attivate dalle organizzazioni e ben 1417 fra quelle attivate da singoli cittadini di Parma e provincia.

Tanti gli spunti che emersi dall’incontro conclusivo di oggi. Benaziza Fadhila, esponente dell’associazione donne tunisine, ha letto una lettera scritta da un ragazzo scappato dal proprio paese, che non era la Tunisia o la Siria ma l’Italia, una storia di emigrazione sofferta come lo sono quelle di chi oggi viene nel nostro Paese. Flavia Lonardi vicepresidente di Caritas Children Onlus, ha raccontato l’approccio avuto con una classe. “Abbiamo parlato dell’Etiopia e lavorato sul denaro confrontando la nostra e la loro moneta per arrivare a dimostrare che con un euro al giorno tutta la classe può sostenere la vita, la salute e l’istruzione di un bambino che risiede là – ha spiegato – Privandoci di quello che per noi è niente si può cambiare la loro vita, proprio in questi giorni ci stanno arrivando notizie sulle lauree dei ragazzi sostenuti a distanza”.

Sono volontari come Benaziza e come Flavia che hanno condotto piccoli e grandi studenti con i loro insegnanti in un percorso conoscitivo – scandito con gli incontri, approfondimenti e laboratori – dei principali paesi in via di sviluppo. E a conclusione del progetto, i ragazzi sono stati chiamati a “tirar le somme” con un elaborato che raccoglie le loro riflessioni.

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