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Svolta nella politica estera degli Stati Uniti. La Siria infatti, secondo l’Amministrazione Obama, avrebbe varcato la fatidica linea rossa che era stata tracciata: ci sarebbero infatti le prove che il regime di Damasco abbia usato armi chimiche uccidendo un centinaio di persone. Gli americani potrebbero quindi intervenire in diversi modi: fornendo armi ai ribelli e creando una no-fly zone a dimensioni ridotte in modo tale da proteggere i profughi che lasciano le aree del Paese colpite dall’offensiva di Assad. Ma la Russia, storica protettrice della Siria, mostra già i muscoli e reagisce prontamente: “Le informazioni sull’uso di armi chimiche da parte di Assad sono state costruite” e, secondo il presidente della Commissione Esteri della Duma vicino al Cremlino, Alexiei Pushkov. Assomigliano alle “bugie sulle armi di distruzione di massa di Saddam Huessein”.

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