Published On: Mar, Giu 25th, 2013

Teatro Regio, Ghiretti: “La gestione c’è, la trasparenza no”

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Il consigliere comunale di Parma Unita interviene sul tema del Teatro Regio invocando una maggiore trasparenza.

L’approssimarsi della scadenza delle manifestazioni d’interesse per la selezione di un complesso corale all’attività lirica e concertistica del Teatro Regio pone un inquietante punto interrogativo sul futuro del coro del Teatro Regio e delle sue maestranze. Dopo il licenziamento in tronco dell’OTR, a vantaggio di una partnership con la Fondazione Toscanini, un altro complesso artistico cittadino attende con apprensione di conoscere il proprio futuro.Questo il bilancio sulla gestione del teatro lirico cittadino da parte del sindaco Pizzarotti e del suo assessore alla cultura Ferraris.

Non posso e non voglio entrare nel merito delle scelte fin qui fatte, ma voglio contestare quella parolina d’ordine che gli amministratori 5 stelle amano utilizzare in tutte le salse, salvo disattenderne quasi sempre il contenuto: la trasparenza. Come definire diversamente il legame sempre più saldo tra le fondazioni Regio e Toscanini, avvenuto senza mai esplicitarlo direttamente e saldato attraverso l’emblematica figura del dottor Luigi Ferrari? Ufficialmente segretario generale della Fondazione Toscanini, Ferrari, da tempo opera “in prestito” – così ha definito il rapporto l’assessore alla Cultura in Consiglio comunale – al Regio grazie ad una convenzione con Ater, il cui presidente è lo stesso Maurizio Roi che presiede la Fondazione Toscanini. Ora il problema è che per quanto io abbia chiesto in consiglio comunale che tipo di prestazione faccia, quali atti ne documentino l’incarico e a fronte di quale compenso, non c’è stato modo di avere delucidazioni in merito. Di fatto una figura dirigenziale di un ente svolge, presumibilmente, lo stesso tipo di incarico, in contemporanea, presso un altro. Alla faccia della trasparenza e del conflitto d’interesse! Stesso discorso per un’altra mia richiesta: quella di prendere visione del bilancio del Festival Verdi 2012, per il quale ci è stato detto in Consiglio che è andato “quasi in pareggio”, ma, come dire, c’è evidentemente qualche problema a mostrare le cifre nero su bianco.

Se a questo quadro aggiungiamo che la fuga degli sponsor privati è tutt’altro che arginata, abbiamo una dimensione di quanto questa gestione del Teatro Regio, presentata pubblicamente come il miglior risultato conseguito dalla Giunta Pizzarotti in questo primo anno, sia ancora tutta da capire e da valutare. Fin qui, oltre alle questioni sollevate, rilevo soltanto una imbarazzante fatica a rispondere nel merito quando si chiedono delucidazioni. Se il buon giorno si vede dal mattino…

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