Published On: Dom, Giu 30th, 2013

Tutta colpa dei politici…

incolpare

di SALVO TARANTO – I politici non sono una razza aliena sbarcata all’improvviso sulla Terra per colonizzare la popolazione e fare dell’Italia una valle di lacrime, sprechi e ruberie. Eppure uno degli sport preferiti dall’italiano medio, da compiere rigorosamente seduto sul divano di casa e davanti ad uno schermo televisivo sempre più grande, è quello di inveire contro una politica rea di qualsiasi nefandezza, responsabile di tutti i mali del Paese. I politici sono ladri e sanguisughe che impediscono ai cittadini di vivere in pace godendo dei frutti del proprio onesto lavoro, i politici sono mostri insaziabili che divorano il futuro, sperperano denaro ed impongono tasse.

Certo, alcuni nostri rappresentanti sono stati e sono tuttora anche questo, non adempiono alle loro funzioni “con disciplina ed onore” così come prevede la Costituzione, si sono arricchiti alle spalle della collettività e hanno usato il potere per piegarlo secondo i propri interessi: è innegabile. Qualcuno, però, anche a costo di apparire banale o di essere deriso, dovrebbe ricordare a chi bela frasi del tipo “la politica è tutta una merda” che i politici sono espressione della volontà di un popolo di cui fanno parte, un campione, più o meno fedele, delle sue caratteristiche positive e negative. Il ragionamento non brilla sicuramente per originalità, ma per rispondere ai rivoluzionari del nulla e alla loro ottusa ondata di attacchi nel mucchio occorre, forse, rimarcare ciò che dovrebbe essere già evidente: i politici di casa nostra, seppure tramite pessimi sistemi elettorali, sono italiani scelti da altri italiani.

Chi si finge invalido, chi evade le tasse, chi si fa raccomandare e accetta raccomandazioni, chi corrompe e chi si lascia corrompere, chi viene miracolosamente esentato dal pagamento di una multa e chi la straccia, chi chiude un occhio, chi si batte il petto in chiesa ed è cliente fisso delle prostitute, chi chiude una fabbrica non per difficoltà ma per guadagnare di più trasferendola all’estero, chi si finge amico dei lavoratori e si accorda con il padrone, chi non rilascia la fattura e chi accetta di pagare in nero per risparmiare, chi non fa lo scontrino, chi salta le liste d’attesa per un intervento in ospedale grazie alle proprie conoscenze, chi tira dritto davanti ad una persona accasciata sul marciapiede, chi investe qualcuno e non si ferma a prestare soccorso, chi è garantista solo con i potenti nei guai e mai con i poveri Cristi, chi preferisce restare in silenzio, chi non denuncia, chi si accorda per convenienza con i disonesti, chi obbedisce ed esegue qualsiasi ordine, chi striscia ai piedi dei potenti sperando che dalla tavola imbandita cada qualche briciola, chi scrive articoli sotto comando per calunniare qualcuno o sostenere il falso, chi ha smarrito la lingua a forza di omaggiare i nuovi arrivati o i soliti noti, chi infrange una norma perché sa di poterla fare franca, chi è alla perenne ricerca di minoranze da criminalizzare, chi si lamenta ma scende in strada solo per esultare per una vittoria calcistica o spaccare tutto per una sconfitta, chi si indebita per acquistare il superfluo, chi specula sulla disperazione altrui schiavizzando un immigrato ma chiedendo di sparare sui gommoni, chi crede che i neri siano inferiori a meno che giochino nella propria squadra, chi benedice i peccatori e si trasforma in bestia nelle sagrestie, chi sporca gli spazi pubblici perché ciò che è di tutti non deve essere degli altri, chi copia agli esami, chi si infastidisce per gli scioperi che creano disagi, chi dimentica che il carcere è anche riabilitazione, chi pretende tolleranza zero ma non sopporta di essere controllato dalle forze dell’ordine, chi appicca gli incendi ogni estate e distrugge la bellezza della natura, chi picchia e ossessiona le donne considerandole proprietà privata, chi avvelena il cibo per trarne profitto, chi manda a morire i propri dipendenti infischiandosene della sicurezza, chi discrimina i gay e si eccita per un film porno lesbo, chi falsifica i bilanci, chi non ha ancora capito che ogni lavoro dovrebbe essere retribuito, chi è nullatenente solo sulla carta, chi costruisce abusivamente, chi progetta palazzi destinati a sbriciolarsi, chi fa della propria ignoranza motivo di vanto e teme la cultura, è fondamentalmente italiano e non necessariamente un politico. Tutto qui.

Il disprezzo, incluso quello rivolto in modo generico ai politici, è un sollievo, ma non è mai una vera consolazione.

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