Published On: Mer, Lug 10th, 2013

Capelli si dimette: il “bilancio” di un anno

Ferretti
di DIEGO GUSTAVO REMAGGI – La decrescita felice forse è anche questa: perdere un assessore in modo sereno, tranquillo, compiacente, facendo di tutto per creare meno allarmismi possibili, per non fare “speculare” nessuno, né la stampa, né i cittadini.
Le dimissioni di Gino Capelli, assessore al Bilancio, sono cadute nella calda serata del primo sabato di luglio, come un fulmine a ciel sereno e sono poi atterrate su un letto soffice di sorrisi e commozione il lunedì mattina successivo. Gestire gli impegni lavorativi personali e quelli municipali era veramente troppo e l’assessore ha deciso di mollare.
L’ormai ex-membro della Giunta Pizzarotti era notoriamente il pezzo “da 90” dell’Amministrazione pentastellata, su di lui ha gravato per un intero anno il peso di un risanamento del bilancio che fino a sei mesi prima del suo arrivo era a dir poco catastrofico. Su Capelli, insomma, il Sindaco e la maggioranza avevano creduto, data anche la sua esperienza come curatore fallimentare, e probabilmente sulla sua figura avevano deciso di costruire le fondamenta per una credibilità oggettiva davanti agli occhi della città (non è un caso che il primo nome ad essere annunciato tra la rosa di assessori, fu proprio il suo). Le sue competenze, in un anno di lavoro, sono diventate davvero “preziose” per il Comune, soprattutto per alcune vicende – come ad esempio le partecipate Stt e Spip – che hanno avuto inevitabilmente risalto senza che mai l’assessore cadesse in fallo o in difficoltà. Anzi, per dirla tutta, Capelli si è battuto come un leone per cercare di arginare il fallimento del vecchio sistema amministrativo e la situazione stagnante ereditata dal commissario Mario Ciclosi. La dura politica di rigore che vedeva il fisco come arma risolutiva e la sobrietà come travestimento, ha trovato nell’ormai ex-assessore una sorta di prosecutore antelitteram, un uomo il cui unico scopo era diventato quello di veder scendere un debito complessivo che pesava sul Comune di ben oltre 874milioni di euro. Di fronte a cifre del genere, divenne chiaro fin da subito che il suo lavoro avrebbe lentamente oscurato quello di tutti gli altri colleghi, tanto da lasciar intravedere in Capelli un nuovo commissario, questa volta “ordinario”, una sorta di traghettatore destinato a condurre il sindaco e i suoi colleghi verso lidi più sicuri. Gli scontri con gli amministratori di Stu Authority e Stt, gli attriti riguardanti il piano per evitare il fallimento di Spip, i mancati finanziamenti dal bando per risollevare Parma Infrastrutture, l’accusa di aver influito sulla cancellazione del Quoziente Parma, sono solo alcune delle battaglie in cui l’ex-assessore al Bilancio ha combattuto senza esclusioni di colpi con “atti e nelle sedi istituzionali”, come egli stesso ha ricordato la mattina delle sue dimissioni ufficiali. “Le condizioni dei conti del Comune sono cambiate in positivo, anche per effetto delle leggi che ci hanno dato una mano. La situazione è diversa da un anno fa, ed è sotto controllo. Il mio impegno era a tempo – ha ribadito Capelli -, ed ho ritenuto che questo fosse il momento giusto per passare il testimone in altre mani”. Tutto regolare, insomma, l’iter più difficile per il risanamento del bilancio sembra essersi concluso felicemente, con 38milioni di euro in cassa divenuti disponibili grazie al decreto legge 35/2013 – che ha sbloccato 40miliardi per i pagamenti dei debiti, ormai scaduti, da parte delle pubbliche amministrazioni – e con 127milioni di debiti ancora da saldare di cui una buona parte, 96, relativi a contenziosi o “questioni atipiche” come la metro o altre opere mai realizzate. Uno dei regali più grandi fatti all’Amministrazione a 5 Stelle è stata forse la stesura del bilancio 2013, approvato in tempi brevissimi e che, per ora, sembra aver portato effetti positivi oltre che essere diventato un “mantra” ripetuto da tutti gli esponenti della maggioranza. Meno gloria invece sul fronte delle partecipate: “I risultati non sono stati quelli sperati, anche per la carente disponibilità di parte del sistema bancario. Tuttavia – ha confermato Capelli – oggi ci sono le condizioni per portare avanti il piano di STT e per dare respiro a Parma Infrastrutture”. La conclusione di un viaggio – baci, abbracci e voce rotta dal pianto di Marco Bosi, capogruppo 5 Stelle -, corrisponde però con un inizio, quello di Marco Ferretti, docente universitario, sulla cui candidatura avrebbe vagliato anche lo stesso ex-assessore, un nuovo tecnico dato in prestito al Comune dall’ateneo parmigiano. Ferretti dal canto suo, non è propriamente inesperto di pubblica amministrazione, consigliere di quartiere a Vigatto per la Lista di Ubaldi, collaboratore per la stesura dei bilanci nell’era Vignali – quindi non proprio “il nuovo che avanza” -, dice di non avere approvato né le scelte di bilancio né le modalità di gestione delle partecipate dei precedenti amministratori. Il futuro? “Lavorerò all’insegna della continuità – sostiene il neo assessore – in primo luogo saranno salvaguardati gli interessi dei creditori, siano essi banche o imprese, e se il patto di stabilità verrà allentato potremo fare qualcosa in più, ad esempio, per mettere a norma l’edilizia scolastica o altri interventi essenziali per la comunità. Ora lavorerò subito all’assestamento di bilancio e al preventivo 2014”. Allo stesso tempo Pizzarotti ha confermato che l’ex-assessore aiuterà nei primi tempi Ferretti ad entrare a pieno regime nella macchina comunale, come a dire che “i Capelli non sono ancora del tutto tagliati”.

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