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La segreteria del Pd a tarda notte ha preso una decisione: i democratici non voteranno la sfiducia ad Alfano ma faranno pressione affinché il ministro faccia un passo indietro e riconosca di aver avuro delle responsabilità nell’incredibile caso Shalabayeva. Al segretario Epifani, inoltre, il partito ha affidato il delicatissimo compito di convincere il premier Letta ad avviare un rimpasto di governo operando un avvicendamento al Viminale. È dunque questa la sintesi raggiunta tra diverse posizioni che hanno dato vita ad un resa dei conti nel partito. Una contrapposizione che è stata aspramente criticata da Matteo Renzi: “Se molti dirigenti del Pd non vogliono che mi candidi, va bene. Se vogliono tenersi il partito, va bene. Se preferiscono perdere le elezioni pur di mantenere una poltrona, va bene. Ma mi vergogno per il Pd, se usano una bambina di 6 anni per regolare i conti tra le correnti del partito”.

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