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Il Fmi si è dimostrato piuttosto allarmista circa la stagnazione di Eurolandia. Nel rapporto sull’articolo IV relativo ai paesi europei c’è fiducia per le misure adottate in merito al rafforzamento dell’unione monetaria ma il giudizio sulla crescita è deludente: il debito resto alto e il credito stenta.

E’ stato stimato che il 2013 terminerà con un -0,6% del Pil e per il 2014 con un’espansione dello 0,9. Presentato il rapporto il capo della missione del Fmi per l’Eurozona, Mahmood Pradhan, ha sottolineato che “nonostante le iniziative politiche adottate su molti fronti la crescita resta elusiva e l’alta disoccupazione persiste soprattutto fra i giovani mentre l’indebitamento delle famiglie e delle aziende continua ad essere elevato trattenendo la domanda”. Da qui la necessità che il Fmi pone di “ravvivare la crescita e creare posti di lavoro attraverso una strategia” che include “riparare i bilanci delle banche, fare progressi ulteriori verso l’unione bancaria, sostenere la domanda e far avanzare le riforme strutturali”.

 

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