Published On: Gio, Lug 4th, 2013

Derivati, Antitrust Ue accusa 13 istituti di credito

timthumb.php

Le principali banche d’investimenti mondiali, tramite un cartello, avrebbero violato le regole Ue sulla concorrenza stipulando accordi illegali sul mercato dei derivati tra il 2006 e il 2009.
A lanciare l’accusa è l’Antitrust europeo nella conclusione preliminare sull’indagine avviata. La Commissione Ue ha pertanto informato i 13 istituti coinvolti: Bank of America Merrill Lynch, Barclays, Bear Stearns, BNP Paribas, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, HSBC, JP Morgan, Morgan Stanley, Royal Bank of Scotland e UBS; in più l’International Swaps and Derivatives Association (ISDA) e Markit.
L’inchiesta dell’Ue Europea si concentra soprattutto sugli “swaps”, i derivati sul rischio di credito. Le banche e gli operatori che gestiscono questo business si sarebbero accordati per impedire lo spostamento dei credit derivatives sui mercati regolamentati, per evitare di perdere le commissioni che ottengono dalla negoziazione di questi strumenti finanziari.
Secondo l’Antitrust “le banche hanno agito collettivamente per escludere gli scambi dal mercato perché temevano che avrebbero ridotto le loro entrate come intermediari sul mercato over-the-counter”.
“Sarebbe inaccettabile – ha commentato il commissario Ue alla concorrenza Joaquin Almunia – se le banche avessero collettivamente bloccato gli scambi per proteggere i loro introiti dalla negoziazione dei derivati sui mercati non regolamentati” in quanto, ha voluto sottolineare Almunia, il trading sull’over-the-counter “non è solo più costoso per gli investitori del mercato regolamentato, ma anche più incline ai rischi sistemici”.

Info sull'Autore

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Leggi Zerosette online

Edizione dal 25-11 allo 08-12-20




Video Zerosette